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Perché l’orgoglio è il padre di tutti i vizi?

ACCIDENT
Rawpixel.com | Shutterstock
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Nella nostra analisi dei 7 peccati capitali è il turno del più letale

“IO! PRIMA IO! SONO SEMPRE IL PRIMO!”

Così ha detto l’uomo impugnando una pistola dopo essere appena uscito dalla macchina che aveva fermato a un incrocio a seguito di un diverbio che aveva rischiato di finire in tragedia. Non è un’immagine vivida del peccato letale dell’orgoglio?

L’orgoglio è ritenuto il padre di tutti i peccati mortali.

L’orgoglio è il peccato peggiore perché implica un’inversione totale della realtà. Se è sano ordinare la propria vita in base alla realtà, la persona sana dice: “Dio è Dio e io non sono Dio, e devo agire di conseguenza”. Un uomo dalla natura caduta ma anche saggio dirà: “Dio è santo, io no, e quindi non sono gradito a Dio; devo riconciliarmi con Dio – compito che richiede la mia cooperazione ma è al di là delle mie potenzialità”. Una persona sia sana che saggia sarà ben disposta ad ascoltare il Vangelo di Cristo.

L’orgoglio è deludente, perfido, amaro. Alla base dice: “Non voglio che Dio sia Dio! Voglio essere io Dio! Preferirei che chiunque o qualunque cosa fosse Dio tranne Dio stesso!” L’orgoglio è arrogante, ovvero attribuisce a una persona lo status, i diritti e i meriti di un’altra. Cerca di attribuire la divinità alla creatura, il che sarebbe ridicolo, se non fosse letale.

La mistica, stigmatica, martire e carmelitana Santa Mariam Baouardy (Suor Maria di Gesù Crocifisso) descrive l’orgoglio così:

“La persona orgogliosa è come un chicco di grano gettato in acqua: cresce, diventa più grande. Mettete quel chicco sul fuoco: si asciuga, brucia. L’anima umile è come un chicco di grano gettato a terra: scende, si nasconde, scompare, muore – ma per rivivere in cielo.

Non sorprende vedere che dobbiamo parlare dell’umiltà come rimedio per l’orgoglio, ma prima dobbiamo vedere quanto sia terribilmente dannoso l’orgoglio – come sia il rifiuto del nostro status di creature con una natura e delle limitazioni, e un rifiuto di Dio che è assoluto e sovrano. Prendiamo alcune considerazioni espresse dal cardinale Robert Sarah in un’intervista recente.

Il cardinale vede “tutta la civiltà occidentale crollare”. Se i barbari del IV secolo che conquistarono Roma venivano da fuori, ora i barbari sono all’interno: “Sono coloro che rifiutano la propria natura umana, che si vergognano di essere creature limitate, che vogliono pensare a sé come a demiurghi senza padre e senza eredità”.

Il porporato spiega che rifiutando la rete umana di dipendenza, eredità e filiazione, quei ribelli sono condannati a entrare nella “nuda giungla della competizione” in “un’economia autosufficiente”.

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