Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 25 Gennaio |
Conversione di Paolo
home iconStile di vita
line break icon

Si può davvero avere un "super cervello" con l'aiuto di farmaci e integratori?

Por PopTika/Shutterstock

BenEssere - pubblicato il 25/09/19

In un mondo sempre più veloce e competitivo, farmaci e integratori diventano il carburante cerebrale per un rendimento oltre ogni limite, con quali rischi?

Sono lontani i tempi in cui si pensava che ognuno di noi sfruttasse solo il dieci per cento delle proprie facoltà cerebrali: oggi, in un mondo sempre più competitivo, tutti vogliamo estendere i nostri limiti naturali per migliorare la memoria, aumentare la produttività e impedire alla fatica di fermarci.

Così, cresce il consumo di farmaci e integratori che promettono un super cervello, in grado di farci studiare o lavorare meglio e più a lungo.

Si tratta di sostanze assolutamente legali, che non hanno nulla a che fare con gli stupefacenti e neppure con le cosiddette smart drugs, le droghe intelligenti

tiene a sottolineare Johann Rossi Mason, giornalista medico scientifica, esperta di neuroscienze e autrice di un libro-inchiesta sul tema.

Spesso si tratta di farmaci nati per curare patologie neurologiche, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, la narcolessia o la malattia di Alzheimer, che nei soggetti sani sembrano attivare il sistema nervoso centrale migliorandone le performance.

Ovviamente, per ottenere un potenziamento cerebrale, queste molecole vanno usate fuori indicazione: ciò significa che sui foglietti illustrativi non troviamo nessun riferimento al loro possibile utilizzo in questa direzione, per cui l’eventuale prescrizione (dosaggio, frequenza di assunzione e durata del trattamento) spetta al medico, che deve assumersi ogni responsabilità anche
sui possibili eventi avversi.

Ciò non toglie che qualche paziente potrebbe non attenersi alle indicazioni, eccedendo con le dosi», ammette Rossi Mason, «e al momento non esistono studi a lungo termine che possano escludere danni più o meno gravi.


PRAYING

Leggi anche:
La scienza scopre gli effetti benefici della fede

Numeri da capogiro

A detenere il primato del maggiore incremento dell’uso di questi stimolanti è l’Europa, con punte nel Regno Unito, passato dal 5 per cento registrato nel 2015 al 23 per cento rilevato nel 2018. Ma il record mondiale è ancora in possesso degli Stati Uniti, dove oltre il 30 per cento degli americani assume pillole per la mente. «Ad acquistarle non sono solamente studenti ambiziosi o
aspiranti premi Nobel: il vero mercato è quello costituito dagli adulti che temono di perdere terreno di fronte alle nuove generazioni, sempre più tecnologiche.

Oggi si invecchia di più e tutti vogliono farlo in salute, con la mente lucida: per assurdo, è più facile accettare disabilità fisiche e malattie croniche piuttosto che un deficit cognitivo, come la mancanza di memoria o l’incapacità di prendere decisioni», commenta Rossi Mason. Oggi, la terza età non esiste più: i nuovi anziani sono indipendenti, sempre connessi a Internet e spesso studiano all’università.

Questo stile di vita aumenta la loro riserva cognitiva, ovvero regala un “tesoretto” di neuroni in più (cioè una massa cerebrale di dimensioni maggiori) oppure una migliore capacità di far fronte alle emergenze.

«Risale al 1988 uno studio condotto su centotrentasette anziani deceduti: nonostante in vita non avessero mai manifestato i sintomi dell’Alzheimer, alcune autopsie hanno rivelato i segni clinici della malattia a livello cerebrale. Da qui si è scoperto che questi soggetti presentavano una sorta di vantaggio, come cervelli più grandi o dotati di un maggior numero di neuroni che hanno funzionato appunto da riserva, compensando temporaneamente il danno neurologico legato alla demenza».

Ma come si aumenta questa riserva? Studiando a lungo, facendo un lavoro stimolante, occupando il tempo libero con attività gratificanti, mantenendo un atteggiamento positivo verso la vita.

Quali effetti

E ovviamente, in tutto questo, i farmaci che potenziano la mente possono aiutare e agire su riflessi, attenzione, umore, memoria, reattività, precisione, lucidità di pensiero, resistenza alla fatica. Una vasta gamma di possibilità, che alcuni scienziati hanno addirittura definito “neurologia cosmetica”, paragonando il miglioramento delle prestazioni cognitive alla chirurgia plastica, visto che in entrambi i casi si va ad agire sulle apparenze. Attenzione però: nessuna sostanza, per lo meno allo stato attuale, è in grado di rendere più intelligenti.

I libri non entrano in testa per magia, così come calcoli e progetti non si creano dal nulla, senza allenamento, duro lavoro e qualità personali come talento, idee, motivazione, sacrificio, disciplina e applicazione.

Nella maggior parte dei casi, queste sostanze agiscono modulando i principali neurotrasmettitori circolanti nel nostro cervello, ossia i messaggeri chimici che le cellule cerebrali usano per comunicare tra loro. E possono farlo aumentandone le quantità oppure diminuendone la ricaptazione a livello delle sinapsi: per dirla in breve, amplificandone la concentrazione tra le terminazioni neuronali in modo da stimolare maggiormente il cervello.

A compiere tutto questo è un vasto esercito di molecole, che possono avere nomi più o meno noti, come caffeina, creatina, curcumina, ginseng, ginkgo biloba, magnesio, acetil-L-carnitina, acetilcolina, acido alfa lipoico, modafinil, alfa Gpc, ampachine, bacopa, citicolina, coenzima Q10, Dha, Dhaea, galantamina, uperzina A, picnogenolo, suntheanine.

“Ritocco” alle emozioni

Da qualche anno, è nata un’interessante corrente di pensiero sulla possibilità che questi farmaci possano agire non soltanto
sulle capacità dell’individuo che li assume, ma anche sulle sue emozioni. Addirittura, alcune sostanze hanno dimostrato di rendere più coraggiosi, cancellando la paura di buttarsi con il paracadute, parlare davanti a duecento persone, affrontare un colloquio di lavoro.

Va detto, però, che in questo caso si tratta di sostanze presenti nel sottobosco dell’illegalità, droghe a tutti gli effetti insomma, usate per valicare i normali limiti fisici, psicologici e morali: un po’ come avviene nelle stragi terroristiche, dove gli autori agiscono sotto l’azione di stupefacenti, che li trasformano in macchine da guerra senza umanità, rendendoli capaci di azioni altrimenti inconcepibili.

Quale sicurezza

A questo punto, la domanda è lecita: i prodotti legali sono anche sicuri? Nell’ultimo decennio, sono stati condotti numerosi studi che hanno delineato i profili di sicurezza delle varie sostanze e il basso rischio di effetti collaterali.

Al momento, però, non esistono studi a lungo termine che possano tranquillizzare anche di fronte a un uso “massiccio” o continuativo,

ammette Johann Rossi Mason.

Per precauzione, è bene evitarne la somministrazione fino ai 20 anni, perché non sappiamo ancora quanto possano interferire con lo sviluppo cerebrale. Altrettanto importante è evitare l’acquisto su Internet, dove si può incappare in truffe pericolose, perché i medicinali possono contenere impurità, contaminanti, principi attivi diversi da quelli dichiarati in etichetta.
WOMAN,SLEEP,FATIGUELeggi anche:Perché dare un time-out al cervello è fondamentale per la salute mentale e spirituale?

  • 1
  • 2
Tags:
cervellosalute
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
CATERINA SCORSONE
Cerith Gardiner
19 personaggi famosi orgogliosi dei propri figli con necessità sp...
2
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L'Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
3
BABY
Mathilde De Robien
Nomi maschili che portano impresso il sigillo di Dio
4
Perdonare
Bret Thoman, OFS
I 4 passi del perdono secondo un esorcista
5
Silvia Lucchetti
A 18 anni, sola in ospedale: il pianto di un neonato mi ha ridato...
6
Tzachi Lang, Israel Antiquities Authority
John Burger
Un'iscrizione che riporta “Cristo nato da Maria” ritrovata in un'...
7
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni