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Metti un Papa che gioca in Vaticano con un bambino di 2 anni (reduce dal trapianto)

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Youtube / Telelibertà Piacenza

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 24/09/19

Lorenzo Foletti è stato accolto così da Papa Francesco!

Papa Francesco entra nella sala in Vaticano, poi si blocca e torna indietro. Ha visto che c’è Lorenzo Foletti, 2 anni, originario di Codogno (Lodi): scherza con lui e gli accarezza la testa.

Ovviamente enorme l’emozione per i genitori del piccolo Lorenzo, papà Luca e mamma Irina: «E’ stato incredibile osservare ridere il Papa con nostro figlio».

Il trapianto

Il piccolo, nato il 24 novembre 2017, affetto da atresia alle vie biliari (una malattia rara, degenerativa e progressiva da causa non nota che porta a distruzione progressiva delle vie biliari), a pochissimi mesi di vita, il 2 giugno 2018, ha subìto un trapianto di fegato all’ospedale “Papa Giovanni” di Bergamo.

Un intervento riuscito, seppur fra le mille complicazioni (dai rigetti alle infezioni e una nuova piccola operazione che lo attende il mese prossimo) (www.liberta.it, 22 settembre).


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Il timore…di essere “sgridati”

«È stata un’emozione immensa, un sogno che si è realizzato e per cui desidero ringraziare monsignor Rino Fisichella – commenta papà Luca di ritorno da Roma – appena è entrato nella sala, Papa Francesco si è fermato per salutare Lorenzo e il nostro piccolo poco dopo si è messo a girare per la stanza». A quel punto i genitori hanno temuto di essere “sgridati”, ma è stato detto loro di non preoccuparsi e lasciare libero il piccolo Lorenzo, poichè a Papa Francesco non dispiace affatto vedere un bambino giocare felice.

In una giornata densa di emozioni, il grazie e la preghiera della famiglia è andato a tutti coloro che hanno aiutato Lorenzo e che sostengono il progetto. Così come al piccolo che non ha ancora smesso di lottare (Il Cittadino, 23 settembre).


POPE FRANCIS GENERAL AUDIENCE

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La metafora del mare

Sempre al suo fianco i genitori, sin dall’inizio della battaglia per la vita del piccolo Lorenzo. Il padre, Luca, aveva attraversato lo stretto di Messina a nuoto, come testimonial delle onlus che si adoperano per rendere la vita migliore ai bambini trapiantati degli ospedali di Bergamo e Brescia,

La metafora del mare, infatti, è quella scelta da papà Luca per ricordare che nella vita ci sono ostacoli, come le onde, che ti sospingono invece oltre i limiti dei nostri orizzonti.




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