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Cancro infantile, una prova in famiglia

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Aleksandra Gałka - pubblicato il 24/09/19

L’oncologia pediatrica è una cosa che spacca il cuore, ti distrugge, ti disintegra. È pure una sfida assai difficile per la famiglia. Kaitling Burge, una madre originaria del Texas (USA), ha condiviso lo guardo senza filtri che posa sulla malattia del figlio e sull’impatto che ha sulla famiglia. La signora ha postato sul web le foto toccanti del piccolo Beckett, 4 anni, che hanno provocato un’onda di emozione e di sostegno tra i genitori di bambini malati. «Il cancro di uno dei bambini è una sfida per tutta la famiglia, che lo vogliate o no», dice.

Sono foto che uno preferirebbe non vedere. Eppure, paradossalmente sono necessarie per sottolineare come la vita di una famiglia può essere sconvolta dalla malattia di un bambino. Kaitlin Burge ha scattato queste foto a gennaio, ma le stesse rappresentano ancora una “giornata tipica della vita” per suo figlio, che ha ricevuto una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta più di un anno fa. Il piccolo Beckett prende una pillola chemioterapeutica ogni sera, e fa visite mensili in una clinica dove è sottoposto a sedute di chemioterapia vera e propria. Trattamento che provoca vomito, ed è il vomito a scandire il ritmo quotidiano del gioco e delle nottate. Un carico pesantissimo per il bambino, ma anche per i fratelli e per tutta la famiglia. Così commenta la mamma su Facebook:

Stare accanto al fratellino, in quei momenti: tenergli la mano o carezzargli la schiena. Ecco l’immagine del cancro infantile. Prendere o lasciare.

Le fotografie mostrano la realtà del cancro e le sue conseguenze per la famiglia.

La nostra famiglia è stata separata – ha dichiarato la madre alla CNN –. La mia piccolina di 23 mesi è dovuta andare a stare dalla nonna. Siamo tutti molto affaticati. Abbiamo perso degli amici, altre relazioni sono tormentate. Non possiamo più vivere come prima.

Il cancro infantile, sfida per tutta la famiglia

Per Kaitling, concentrarsi sulla salute di Beckett significa consacrare meno tempo alle due figlie – Aubrey, di 5 anni, e la piccola di 23 mesi. Ha detto:

Bisogna vincere la lotta contro il cancro, ma non si devono dimenticare i fratelli e le sorelle del figlio malato. Perché spesso sono dimenticati, eppure fanno tanti sacrifici di cui le persone attorno non si rendono conto.

Come Aubrey, che è rimasta con la madre e il fratello in ospedale e poi a casa.

All’inizio mia figlia non capiva perché il fratellino – di solito così spigliato e scherzoso – dormiva di continuo, non riusciva a camminare da sola e aveva smesso di andare all’asilo. Il suo mondo è collassato.

Beckett terminerà il suo trattamento nell’agosto del 2021. Un’eternità per la famiglia di Kaitling Burge.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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