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Cos’ha a che vedere “Il Signore degli Anelli” con la mia lotta contro la pornografia?

PHOTO12 | AFP
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di Matías Conocchiari

È stato il primo romanzo che mi è capitato tra le mani. L’ho detto dalla prima all’ultima pagina in meno di sei mesi. Mi meravigliavano i dettagli, le avventure e i dialoghi. L’inizio di ogni capitolo era come cominciare una nuova ricerca e trovare un grande tesoro. Col passare degli anni, come accade a un buon vino, il romanzo è diventato più gustoso. O sono stato io ad averlo capito meglio?

A che romanzo mi riferisco? Il Signore degli Anelli, una fantastica opera letteraria di un uomo nobile e patito, sognatore e audace: Tolkien. Qualche giorno fa ho visto un film su di lui, intitolato proprio Tolkien, e mi ha spinto a scrivere.

Lo scrittore ha inventato un mondo, un universo, una lingua, una cultura. Incredibile, vero? Quanto è bello quando uno spirito umano scopre la sua passione ed è capace di farla crescere per il diletto di tutti! Questo grande uomo ha dato alla luce un mondo nuovo. Ha trascritto con carta e penna il suo mondo interiore.

Battaglie, avventure, comunità di amici, tradimenti, odio, amore, trionfi, perdite, pianti, tesori, sogni, destino, eternità. La penna di un uomo ci insegna che nella vita ci saranno delle lotte. Come per voi che come me lottate con la pornografia.

La trappola e l’inganno della pornografia

New Line

Questo incantesimo che crediamo ci darà la felicità o un rifugio. Quell’“Unico Anello” che ci rende apparentemente invisibili e ci dà un istante di gioia a costo della nostra morte o del rimanere alla mercè di quel signore oscuro che vede tutto. Perché quando ti menti con l’unico anello della pornografia, all’inizio non te ne rendi conto, ma col passare del tempo vuoi trascorrerci più ore, come se fosse l’unica cosa che esiste nella “terra di mezzo” della propria vita.

Si può arrivare a sacrificare amici, fratelli, lavoro, la propria vita, com’è accaduto al buon Smeagol. Convertito, trasformato e oltraggiato dall’anello, fino a diventare un essere irriconoscibile: Gollum. Un essere egoista, solitario, il cui destino è stato una prosecuzione della sua vita: vagare senza una direzione, ipnotizzato dall’anello.

Sono tante le analogie che potremmo trovare tra questa saga e la pornografia. Ne elenco solo due: la prima è l’amicizia, la seconda l’umiltà dei piccoli.

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