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Come posso accettare e perdonare la mia debolezza?

STRATA

JR Korpa/Unsplash | CC0

padre Carlos Padilla - pubblicato il 18/09/19

L’uomo senza casa ha trovato in quel vescovo una famiglia, riposo, un abbraccio. Quell’uomo ha salvato la sua anima per Dio, e da allora ha voluto solo compiere il bene. È tornato alla casa di Dio. Indegno, povero.

Ha toccato la misericordia in uno sguardo, in alcune parole buone. Un miserabile sollevato dalla sua miseria. Si può tornare a casa? Cambiare è possibile?

Mi costa perdonare chi mi ha offeso. Chi mi ha danneggiato. Chi mi ha deluso. Ma è ancora più difficile perdonare me stesso.

Altri possono perdonarmi per i miei errori. Anche Dio. Ma io sono più inflessibile. Mi vedo peggiore di quello che sono, e credo di non meritare il perdono. Non ho agito bene.

In quel momento sulla mia anima pesa l’orgoglio. Come posso accettare e perdonare la mia debolezza? È quello il problema della colpa intesa erroneamente.




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La colpa sana mi porta sempre a supplicare misericordia, ma quando non mi perdono è molto difficile credere in un volto che mi guarda e mi perdona.

La misericordia sembra impossibile quando io stesso non sono misericordioso al momento di guardare la mia vita. Vedo l’errore. E il mio orgoglio che pretendeva di fare tutto in modo perfetto mi fa male.

Non accetto la mia debolezza. La nego. La nascondo. Non la perdono. Posso alzarmi e andare da mio padre iniziando così un cammino nuovo. È il primo passo per conoscere la misericordia. Per poter perdonare me stesso.

Serve molta umiltà per accettare il perdono. Se pago per il male che ho fatto trovo che tutto ha senso. Se non pago nulla e ricevo un perdono assoluto, gratuito, mi sento male. La colpa fa male al cuore. Accettare il perdono è difficile. Mi costa perdonarmi.

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Tags:
debolezzaperdono
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