Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

La storia incredibile della ragazza che si è liberata dal diavolo perché si chiamava Maria

BLESSED Virgin Mary
Aaron Amat | Shutterstock
Condividi

Questo Santo Nome è davvero potente!

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori riferisce nel suo libro “Le glorie di Maria” (Cap. X) che in base ai riferimenti di altri due autori cattolici verso il 1465 viveva in Olanda una ragazza di nome Maria che fu mandata un giorno dallo zio al mercato di Nimega per delle commissioni, con l’ordine di restare la sera in casa di una zia che abitava in quella città.

La ragazza obbedì, ma quando andò dalla zia venne trattata male e cacciata.

“Si rimise dunque in cammino per ritornare a casa, ma essendosi fatta notte, incollerita, chiamò il demonio ad alta voce. Questi le apparve subito in forma di uomo e le promise di aiutarla, purché facesse una cosa. ‘Farò tutto’, rispose la disgraziata. ‘Non voglio altro che da oggi in poi tu non ti faccia più il segno della croce e che cambi il tuo nome’. La ragazza rispose: ‘Non mi farò più il segno della croce, ma il nome di Maria mi è troppo caro e non voglio cambiarlo’. ‘E io non ti aiuto’, disse il demonio”.

“Finalmente dopo molte discussioni decisero di comune accordo che la fanciulla si chiamasse con la prima lettera del nome di Maria, cioè Emme. Poi andarono ad Anversa e per sei anni la poveretta rimase con quel pessimo compagno, vivendo una vita così scellerata che era lo scandalo di tutti”.

Un giorno la giovane disse che desiderava rivedere la patria e alla fine il demonio, pur se contrario, dovette acconsentire. Arrivando a Nimega, trovarono che vi si rappresentava un’opera sulla vita della Madonna.

“Allora la povera Emme, per quel po’ di devozione che aveva conservato verso la Madre di Dio, cominciò a piangere. ‘Che facciamo, disse il compagno, vogliamo fare noi un’altra commedia?’. Tentò di allontanarla da lì, ma poiché la giovane resisteva, vedendo che ormai la perdeva, adirato la lanciò per aria e la fece cadere in mezzo al teatro”.

La ragazza raccontò allora la sua storia e andò a confessarsi dal parroco, ma questi la mandò dal vescovo di Colonia e il vescovo dal Papa, il quale, udita la sua confessione, le impose per penitenza di portare continuamente tre cerchi di ferro: uno al collo e uno a ogni braccio.

Maria obbedì e andò a Maastricht, dove visse in un monastero per penitenti per “quattordici anni in aspre penitenze”.

“Una mattina, alzandosi dal letto, trovò che i tre cerchi si erano rotti da soli. Due anni dopo morì in fama di santità e volle essere sepolta con quegli stessi tre cerchi, che da schiava dell’inferno l’avevano resa felice schiava della sua liberatrice”.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni