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Un’icona può aiutare a pregare? Alcuni spunti per vivere al meglio questo gesto

POPE PRAYING VIRGIN
Antoine Mekary | ALETEIA
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“Che volto ha l’amore?” scriveva Sant’Agostino, contemplare la tenerezza di Maria e lo sguardo di Gesù rende la preghiera un gesto che si imprime nella memoria del cuore e aiuta a portare la novità del Vangelo nella vita quotidiana.

Papa Giovanni Paolo II, nella sua Lettera Apostolica Duodecim saeculum (a seguito del dodicesimo centenario del Concilio di Nicea del 787), scrisse:

Da alcuni decenni si nota un recupero di interesse per la teologia e la spiritualità delle icone orientali … essa (l’icona cristiana) è un’immagine che porta su di noi lo sguardo di un Altro invisibile, e ci dà accesso alla realtà di un mondo spirituale ed escatologico.

Mente e cuore tramite l’icona sono condotti dalla terra al Cielo; grazie all’icona ogni credente può contemplare il mistero, l’Invisibile («Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» Gv 1,18). Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma:

La contemplazione delle sante icone, unita alla meditazione della Parola di Dio e al canto degli inni liturgici, entra nell’armonia dei segni della celebrazione in modo che il mistero celebrato si imprima nella memoria del cuore e si esprima poi nella novità di vita dei fedeli. (CCC n. 1162)

Nella preghiera la creatura dovrebbe avere un intimo colloquio col suo Creatore, stare alla Sua presenza; l’icona aiuta a non sentirsi soli nella preghiera, realizza, se così si può dire, il desiderio quasi gridato del salmista:

Signore, mostrami il tuo volto!

L’immagine della Vergine Maria, con la sua tenerezza, ci accompagna a Lui. Contemplare i volti ieratici e quieti delle icone può essere aiuto e stimolo per la preghiera meditativa, che riscopre la luce nell’oscurità e nella confusione della vita quotidiana. Per riuscire a contemplare bene l’icona ed entrare in clima di preghiera, sarà necessario riuscire a trovare un momento tranquillo della giornata e un angolino silenzioso della casa può sembrare una missione impossibile quando si hanno bambini, ma con un po’ di organizzazione buona volontà lo si può fare!

È utile anche magari accendere un lumino o una candela, per aumentare la sacralità della preghiera. Per iniziare facciamo con consapevolezza il segno della Croce, e recitiamo un’invocazione allo Spirito Santo, affinché ci aiuti a pregare bene. Cerchiamo di fare silenzio nei nostri pensieri per far spazio al Signore.

Preghiamo oggi con l’Icona del Salvatore Pantocratore (Chilandari, Athos, sec. XIII).

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The oldest icon of Christ Pantocrator in the world, still preserved in the monastery of Saint Catherine at Mount Sinai in Egypt.

Fissiamo gli occhi sull’immagine, per entrare in dialogo di amicizia, di lode, di ringraziamento. Contempliamo i segni, i colori, percepiamone la luce. Guardiamo i tratti del volto di Gesù. Sono seri, quasi severi; la mano destra benedice, e l’indice e il medio uniti richiamano l’unità indissolubile delle due nature (umana e divina) mentre le altre tre, unite in un punto, ricordano la Trinità. Il libro, impreziosito da gemme, è chiuso; il giudizio non è ancora avvenuto. I colori della tunica e del manto di Gesù, rosso e blu, richiamano le due nature di Gesù.

Ora che abbiamo ben osservato l’immagine, lasciamola «parlare» dentro di noi per qualche minuto.

Possiamo poi meditare su un contenuto teologico:

Io sono la Via, la Verità e la Vita (Gv. 14,6)

Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Gv. 8,12)

Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce (Gv. 12,36)

Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato (Gv. 10,9)

Questa intensa icona rievoca tanti passi del Vangelo di Giovanni; possiamo meditare su queste frasi, lasciando che risuonino dentro di noi, e ringraziare Gesù per essere Luce nella nostra vita.

Possiamo meditare anche su questo brano di Sant’Agostino:

Dio è amore. Che volto ha l’amore? Che forma ha? Che statura ha? Che piedi ha? Che mani ha? Nessuno lo può dire. Ha tuttavia piedi: conducono alla Chiesa; ha mani: si stendono pietose verso il povero; ha occhi: per essi infatti si può comprendere chi ha bisognoso. Ha orecchie, di cui dice il Signore: “Chi ha orecchie per udire, ascolti”. Tu dunque abita nella carità ed essa abiterà in te: resta in essa ed essa resterà in te (Commento alla I lett. di Giovanni, 7,10)

La regalità dell’icona del Salvatore Pantocratore ci ricorda il salmo 100 (99), che possiamo pregare alla fine della nostra piccola meditazione:

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,

servite il Signore nella gioia,

presentatevi a Lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:

egli ci ha fatti e noi siamo suoi,

suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,

i suoi atri con canti di lode,

lodatelo, benedite il suo nome;

perché buono é il Signore,

il suo amore è per sempre,

la sua fedeltà di generazione in generazione.

Concludiamo la preghiera con un’Ave Maria, affinché Maria ci accompagni nel nostro cammino spirituale. Ricordiamo, come scriveva padre Andrea Gasparino, che la preghiera deve portare all’azione. Quindi facciamo in modo che la meditazione di oggi sull’icona di Gesù entri nella nostra vita quotidiana, e la arricchisca con azioni, riflessioni ed atteggiamenti.

Buona preghiera!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MOGLI E MAMME PER VOCAZIONE

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