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Cosa ci deve contraddistinguere? L’amore per i nemici e la misericordia!

adult man praying

By Motortion Films | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 12/09/19

La misericordia che conta di più è quella che dobbiamo avere con chi ci vive accanto, con chi ci ha fatto soffrire, con chi si è mostrato più come nemico che come amico. E perché dovremmo farlo? Perché ce lo chiede Gesù!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». (Luca 6,27-38)

Tutta la rivoluzione cristiana è racchiusa in una frase che amava ripete spesso Sant’Ignazio: “agere contra”. Che letteralmente significa “agire al contrario”. Il santo fondatore dei gesuiti usava questa massima per mettersi contro i suggerimenti delle tentazioni e del male, ma il Vangelo di oggi ci dice che questo “mettersi contro” è ciò che ci fa vincere lo spirito mondano che attraversa tutta la storia. Infatti viviamo in un mondo dove vanno avanti solo i prepotenti e gli arroganti. È il mondo dove chi urla di più ha ragione. È il mondo in cui perdonare è una debolezza e vendicarsi un diritto. Su un mondo così Gesù suggerisce di vincerlo vivendo contro i suoi principi, e nel vangelo di oggi ne fa un autentico elenco: “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. E se ancora non bastasse Gesù continua dicendo che l’amore per i nemici e la misericordia sono i segni con cui dobbiamo contraddistinguerci. Papa Francesco ama spesso raccontare un aneddoto riferito a un sacerdote che aveva fama di essere eccessivamente misericordioso nelle confessioni. Quando qualcuno lo rimproverava per questo andava davanti al crocifisso e diceva: “sei tu che mi hai dato il cattivo esempio”. Ma per essere misericordiosi non serve per forza essere confessori. La misericordia che conta di più è quella che dobbiamo dare a chi ci vive accanto, a chi ci ha fatto soffrire, a chi si è mostrato più come nemico che come amico. E perché dovremmo farlo? Perché ce lo chiede Gesù! Penso che possa essere per noi cristiani già una grande motivazione. Ci accorgeremmo così che l’atto più grande di libertà di cui un uomo è capace è proprio il perdono, perché nasce da una decisione e non dalla pancia.
Luca 6,27-38
#dalvangelodioggi

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON LUIGI MARIA EPICOCO

Tags:
vangelo
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