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Il santo patrono delle anime del Purgatorio che venne visitato da un frate che soffriva in quel luogo

NICHOLAS OF TOLENTINO

Public Domain

Larry Peterson - pubblicato il 09/09/19

Leone XIII diede a Nicola da Tolentino questo patronato nel 1884

I Gurutti erano poveri agricoltori che vivevano a Sant’Angelo in Pontano, vicino Macerata. Senza figli, si recarono in pellegrinaggio al santuario di San Nicola di Mira, il santo che ha ispirato la figura di Babbo Natale. Pregarono il santo di chiedere a Dio di benedirli con un figlio che crescesse pronto a servire Dio. Le loro preghiere vennero esaudite, e in una data ignota del 1245 ebbero un figlio, che chiamarono Nicola.

Già da piccolo, Nicola mostrò una spiccata spiritualità. Imitava gli eremiti e si nascondeva nelle grotte vicino casa per pregare. Crescendo si rese conto che Dio lo stava però chiamando al servizio. Un giorno stava ascoltando un sacerdote agostiniano che predicava e seppe che voleva unirsi a quell’ordine di sacerdoti. Divenne monaco a 18 anni.

Mentre studiava ancora per il sacerdozio, trascorreva più tempo che poteva distribuendo cibo ai poveri. I suoi superiori avevano fiducia in lui, che andava alla porta del monastero e donava le provviste che avevano. Avrebbe voluto dare tutto ai poveri, e il responsabile doveva chiedergli di frenarsi per far sì che anche ai frati restasse qualcosa da mangiare.




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Un giorno stava dando del cibo a un ragazzino molto malato. Istintivamente gli mise le mani sul capo e disse: “Il buon Dio ti guarirà”. Il ragazzo guarì immediatamente, e la notizia si diffuse rapidamente nella zona.

Qualche anno dopo, in seguito alla sua ordinazione sacerdotale, un altro fatto aiutò a diffondere la sua fama. Un’anziana cieca venne portata da lui, perché potesse pregare per lei. Il santo pronunciò le stesse parole che aveva detto al ragazzino malato, e la donna riacquistò subito la vista. Anche quella volta la notizia del miracolo si diffuse rapidamente, e le persone iniziarono ad accorrere da ogni parte per chiedergli di pregare e di imporre le mani su di loro.

Nicola divenne noto come predicatore, confessore e guaritore. Si stabilì in un monastero a Tolentino, dove avrebbe trascorso il resto della sua vita. Lì era un pastore per la gente e faceva tutto ciò che poteva per aiutare i poveri. Molti venivano guariti dalle loro malattie. Nicola passava più tempo che poteva digiunando e compiendo atti di penitenza personale, essendo una fonte di ispirazione per chiunque.

Si dice che un giorno, dopo un lungo digiuno, Nicola divenne debole al punto che riusciva a malapena a stare in piedi. Ebbe allora una visione della Beata Vergine Maria e di Sant’Agostino, che gli dissero di mangiare il pane segnato con una croce e bagnato nell’acqua. Nicola fece come gli era stato detto e tornò subito in forze. È così che è nato il costume di benedire e distribuire il Pane di San Nicola, in vigore ancora oggi.

Una parte significativa della storia di Nicola ha a che vedere con il Purgatorio. Sembra che una notte, mentre stava dormendo, Nicola abbia udito la voce di un frate defunto che aveva conosciuto. Il frate gli disse che si trovava in Purgatorio, e lo pregò di offrire la Santa Eucaristia per lui e per le altre anime che erano con lui. Questo, disse a Nicola, le avrebbe aiutate ad essere liberate da quel luogo.

Nicola fece come gli era stato chiesto e pregò per il frate per sette giorni. Dopo di ciò, il frate tornò da lui e gli disse che molte anime erano state liberate e ora erano con Dio. Per questo, Nicola è stato proclamato santo patrono delle anime del Purgatorio da Papa Leone XIII nel 1884.




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Molte sono le leggende su San Nicola, tra cui quelle sulla resurrezione di bambini, sull’aver salvato delle persone che stavano per affogare in una nave che stava affondando e perfino sull’aver salvato il palazzo in fiamme ducale di Venezia sputando un pezzo di pane benedetto tra le fiamme. Si dice anche che abbia visto in una visione il trasporto della Santa Casa di Loreto da parte degli angeli. Ciò che è certo è che Nicola da Tolentino è stato un sacerdote amorevole e attento, che ha fatto tutto ciò che era in suo potere per aiutare il prossimo.

È morto a Tolentino il 10 settembre 1305 ed è stato canonizzato da Papa Eugenio IV nel 1446. Si tratta del primo frate agostiniano ad essere canonizzato dopo la creazione e l’approvazione dell’Ordine di Sant’Agostino nel 1256.

San Nicola da Tolentino, prega per noi e per tutti i nostri defunti!

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