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2 tendenze di cui Edith Stein chiedeva alle donne di essere consapevoli

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Shutterstock-UfaBizPhoto
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La santa affermava che queste qualità sono più comuni tra le donne, e diceva loro di fare attenzione

Ma attenzione al fatto di portare troppo avanti la soggettività!

L’inconveniente di un approccio personale, scriveva Santa Teresa Benedetta, è che una persona può portarlo troppo oltre in varie direzioni. Un rischio è “il pregiudizio per garantire la propria importanza personale” in un modo che “attenua il giudizio realistico”. La Stein metteva in guardia contro l’anelito a un “riconoscimento illimitato” come il fatto di insistere ciecamente sul fatto che gli altri riconoscano il proprio marito o i propri figli come superiori agli altri, o l’“incapacità di sopportare le critiche”.

Insieme al rischio di darsi troppa importanza c’è quello di un “eccessivo interesse per gli altri”, al punto da arrivare a “un desiderio perverso di penetrare nelle vite personali”. Questa ossessione per gli affari altrui “non rende giustizia né a se stessi né all’umanità dell’altro”, e rischia di sottrarre tempo ad altre responsabilità ben più importanti.

2) In una donna c’è una spinta naturale alla totalità e all’autocontenimento

L’altro criterio menzionato da Santa Teresa Benedetta che differenzia gli uomini dalle donne è una tendenza alla totalità e alla completezza, che nelle donne è molto più naturale. Se gli uomini “possono facilmente sperimentare uno sviluppo da un unico punto di vista”, concentrandosi su un settore lavorativo o di studio, le donne tendono alla completezza. Una donna tende a diventare “un essere umano completo, pienamente sviluppato in ogni modo”, e lo fa al punto da “fare giustizia all’essere umano nella sua totalità ogni volta ha a che fare con delle persone”.

Ma attenzione alla “mania di sapere tutto”!

La falsa perversione del “desiderio di totalità e inclusività”, scriveva Santa Teresa Benedetta, è “una mania di sapere tutto, e quindi di fermarsi alla superficie di tutto senza approfondire nulla”. È giusto evitare un approccio troppo ristretto, ma può anche essere controproducente. Un approccio superficiale evita che la persona abbia una visione solida e completa su una questione.

E allora come evitare al meglio le tentazioni mantenendo un equilibrio tra gli estremi?

Santa Teresa Benedetta raccomandava “un lavoro profondamente obiettivo” come “buon metodo naturale”. Incoraggiava le donne a cercare un’occupazione significativa, che fosse “casalinga, commerciale, scientifica o di qualsiasi altro tipo”, perché un lavoro del genere può aiutare la donna a raggiungere “una profondità interiore” e “una base per l’autocontrollo”.

“Ogni giovane donna dovrebbe ricevere una formazione vocazionale di base”, scriveva, “e dopo questa formazione dovrebbe raggiungere una posizione che la realizzi completamente”.

Ecco qui le indicazioni di una santa moderna: il lavoro significativo è per le donne una via per la santità.

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