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Luca Argentero: l’ossessione per la gender equality ha ucciso il romanticismo!

Luca Argentero
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L'attore è finito nell'occhio del ciclone in seguito ad un'intervista nella quale ammira la sua futura sposa per essere "molto poco femminista" e rivendica il suo ruolo di maschio.

Luca Argentero, attore amatissimo dalle donne, è finito stavolta al centro della polemica diventando il bersaglio da colpire… non a suon di “Sei bellissimooo” urlati dalle ventenni aggrappate alle transenne di una prima cinematografica, ma con frasi ben meno dolci e molto più piccate che hanno invaso il web.

Questi alcuni dei commenti su twitter:

Fai più bella figura se non ti esprimi 🙂

GIULLARE

Benvenuti nel Medioevo

è decisamente più preoccupante il fatto che tu non veda il marcio in quello che hai detto onestamente

Eh certo perché se la donna è forte e affermata (e ciò vale a dire che ha un cervello pensante), il tuo ego si sente minacciato. Povero maschietto alfa.

Rileggiti ciò che hai detto della donna ‘sana’ e vergognati un po’. Non siamo mucche in vendita.

Luca lhai detta male dai.. smentisci suvvia. basta poco. basta dire: dai ho detto ‘Na c…..a (Ndr. la parola originale era intera)

È solo un assaggio della bufera che si è scatenata in seguito alle dichiarazioni rilasciate dall’attore in un’intervista al settimanale Oggi.

“È molto poco femminista”

Argentero, parlando della sua futura sposa Cristina Marino, ha solo detto:

È affettuosa, ha un modo anche un po’ antico di prendersi cura. È molto poco femminista. Mi spiego meglio: è un’imprenditrice, super impegnata nel lavoro, ma, al tempo stesso, le piace occuparsi della casa e ricevere le attenzioni che sono dovute a una donna, farsi coccolare. L’ossessione per la gender equality ha rovinato il romanticismo e ha inibito l’uomo che deve avere a che fare con donne sempre più forti, affermate. Voglio dire, ti trovi davanti una che “ci prova”.

“Preferisco continuare ad essere l’uomo della coppia, il maschio”

E il giornalista chiede: È contrario?

No, a volte è pure comodo. Ma preferisco continuare ad essere l’uomo della coppia, il maschio. Portarti un fiore, invitarti a cena… Non mi va di scontrarmi con una che si offende se le apro la portiera della macchina o le verso l’acqua a tavola.

Cosa c’è di così scandalosamente maschilista in queste parole? A parere di molti, e anche della sottoscritta, proprio niente. Sono pensieri ricchi di buon senso, per certi aspetti scontati, se non vivessimo un tempo così assurdo e scollegato dalla realtà come quello attuale.

L’attore non è di certo il primo, e nemmeno il più illustre, a dichiarare che un certo femminismo ha appiattito la donna, che l’ha ridotta agli schemi maschili facendola divenire così una caricatura dell’uomo con il quale si sente sempre in competizione e che percepisce spesso come maschilista, nemico e violento.

Uomini e donne sempre più uguali ma sempre più in conflitto

Thérèse Hargot nel suo libro Una gioventù sessualmente liberata (o quasi) intitola un capitolo “Il ritorno degli stereotipi di genere al tempo dell’uguaglianza”, e nel paragrafo “Il bravo ragazzo contro il macho” porta avanti un ragionamento molto interessante, soprattutto perché espresso da una donna, sessuologa, laica. La sua riflessione pone l’accento sulla paradossale assenza di verità e autentica uguaglianza nel rapporto uomo-donna nella società e nel vissuto individuale di entrambi i sessi. Grazie alle testimonianze raccolte nella sua esperienza professionale fa una valutazione critica di alcuni effetti determinatisi con le lotte del femminismo per l’emancipazione e la liberazione sessuale della donna. Perché se l’uomo moderno sembra essere da una parte ben educato all’uguaglianza, alla parità dei diritti ecc… e la donna si mostra sempre più forte e indipendente, in realtà entrambi i sessi vivono una menzogna, e sono in conflitto oggi più che mai. La sessuologa parte dall’incredibile successo mondiale del libro Cinquanta sfumature di grigio e afferma:

La storia di letto di un bel miliardario che sculaccia una studentessa ingenua (…) ha tradito le donne postmoderne. Quelle che fanno del loro marito e dei loro figli dei “bravi ragazzi” sono eccitate da chi? Da un bad boy, egoista, odioso, pieno di sé fino a trasudare, violento ma muscoloso! Quanto agli uomini, nel mio studio si confidano di consumare in abbondanza immagini pornografiche in cui le donne sono dominate e umiliate, immagini che affermano la potenza, la forza e il potere dell’uomo sulla donna. (…) Più l’uomo si sente minacciato nella sua “virilità” e meno ha spazio per dirlo ed esprimerlo, più cerca di conseguire la propria superiorità mediante una sessualità violenta e svilente delle donne. Così alcuni bravi ragazzi, compagni attenti e perfetti mariti, si abbandonano a un piacere sessuale che sta agli antipodi dell’uomo moderno che viene loro richiesto di essere, dell’anti-macho che tentano di apparire. Dietro la vetrina della donna liberata e dell’uomo moderno si rimettono in scena nell’intimità le rappresentazioni del mascolino (potente e forte) e del femminino (sottomesso e docile), che pure vengono screditati e denigrati in società.  (…) questo crescendo di violenza è l’espressione di una crisi profonda del rapporto di potere tra uomini e donne che è stato destabilizzato nel corso della liberazione sessuale. (…) Le donne hanno cambiato la loro situazione di subalterne a colpi di diritti: di lavorare, di aprire un conto bancario, di disporre del proprio corpo (mediante l’accesso alla contraccezione e all’aborto) eccetera. Bisognava guadagnare questa indipendenza (…) ma questo femminismo egualitarismo che pensa la relazione tra l’uomo e la donna in termini di “rapporto di potere” e di “lotta” ha esacerbato la violenza mediante una dimostrazione di forza che pone l’uomo e la donna l’uno contro l’altra.

Il valore dell’essere maschio!

Certamente Argentero, che sta per sposarsi in seconde nozze, e non è un cattolico bigottone, nel presentare la futura moglie ha voluto esprimere la sua personale preferenza per un femminile meno mascolinizzato a dispetto della cultura dominante che vuole di fatto annullare qualsiasi differenza tra uomo e donna. Questa posizione anticonformista affermata con grande semplicità e schiettezza, che non è mossa da una riflessione così articolata come quella della sessuologa belga, rivendica l’importanza della differenza, e per quanto lo riguarda il valore dell’essere maschio.

Preferisco continuare ad essere l’uomo della coppia, il maschio.

Respect!

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