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Sono in ospedale e penso: lottare ha senso e pregare ancora di più!

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Stamattina all’Ospedale. Mi siedo, paziente. Mi guardo intorno, mentre aspetto mia moglie. Passano barelle con uomini soli: che bagno di realtà!

Stamattina all’Ospedale. Mi siedo, paziente. Mi guardo intorno, mentre aspetto mia moglie. Quasi tutti anziani. Molti, soli. Passano barelle con uomini soli. Ti guardano, come per dirti qualcosa. Qualche coppia di nonni: si tengono per mano, sottobraccio, come se si reggessero a vicenda. Qualche volta un figlio premuroso li accompagna. Qualche volta no. In sala d’aspetto, volti spauriti, occhi che sembrano cercare qualcosa, come disorientati: un sorriso, una carezza, un grado di umanità. Personale impeccabile, i medici che abbiamo incontrato sono lì per vocazione. Ma non è questo il punto: uscito di lì, mi sono detto: “… che bagno di realtà”. Questa è la realtà umana: ferite, dolore, bisogno di guarigione. Sia nel corpo che nell’anima.
Dunque lottare – come si può – ha un senso.
E pregare ancora di più.

Leggi anche: Di fronte al dolore innocente non siamo mai impotenti: possiamo pregare!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA ALESSANDRO BENIGNI

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