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La ricerca: il sostegno emotivo del partner aumenta la tolleranza al dolore!

woman in labor with husband
By Gorodenkoff/Shutterstock
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Uno studio recente ha evidenziato che avere vicino il compagno di vita comporta un effetto analgesico.

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Il marito/la moglie “gioia e dolori”, ma anche cura per il dolore fisico!
Uno studio dell’Università spagnola delle Isole Baleari e dell’Università austriaca delle Scienze della Salute di Hall in Tirolo (Umit), pubblicato sulla rivista scientifica Scandinavian Journal of Pain, ha mostrato che avere “vicino” il partner comporta un effetto analgesico (Ansa.it).

Il dolore diminuisce!

Ricevere da lui/lei un sostegno, anche in assenza di contatto verbale o fisico nel momento in cui si manifesta la sofferenza, è in grado di ridurre la percezione del dolore, che come sappiamo risente fortemente di fattori soggettivi oltre che anatomo-fisiologici. Non è la stessa cosa che avere lo stesso supporto da un buon amico, deve essere proprio il compagno della vita (Ibidem).

La ricerca

I ricercatori spagnoli ed austriaci hanno testato la sensibilità al dolore – causato da una forte pressione – di 48 coppie, in cui ciascun membro è stato valutato sia singolarmente che in presenza del partner attraverso le risposte fornite ad un questionario sul livello di sofferenza percepita nelle due condizioni (Ansa.it).

La coppia ha una soglia di tolleranza al dolore più alta

Quando erano insieme, sia gli uomini che le donne hanno fatto registrare una soglia di tolleranza al dolore più elevata. Sarebbe stato interessante conoscere e mettere in rapporto le soglie del dolore registrate con la solidità della relazione affettiva, attraverso il parametro della sua lunghezza e dell’affiatamento di coppia. Infatti si può ipotizzare, anche alla luce della ricerca condotta presso le Università Mc Gill e Concordia di Montreal, Canada (Focus.it), che il beneficio antidolorifico del partner sia proporzionale alla forza del legame amoroso.

Un altro studio: stare bene insieme fa crescere come coppia e come individui!

Questo studio ha esaminato l’evoluzione del rapporto di 153 coppie eterosessuali residenti in una metropoli canadese nel corso di un anno (Ibidem). Iniziare una relazione sentimentale è abbastanza facile, e si sa che l’innamoramento mette reciprocamente “i prosciutti” sugli occhi di entrambi i partner, minimizzando fortemente i difetti ed i limiti di ciascuno. Ben altra cosa è nutrire il rapporto mantenendolo in buona salute nel tempo. I ricercatori volevano capire come lo sforzo di alimentare la relazione in modo autonomo (svincolato da obblighi sociali e familiari) influenzasse il raggiungimento di scopi comuni, migliorando il benessere personale e la soddisfazione nella coppia. Una delle conclusioni a cui lo studio è pervenuto evidenzia l’importanza del livello di motivazione individuale di stare autonomamente nella relazione, che spinge ciascun membro a lavorare per migliorarla (Focus.it). Ciò consente al rapporto di crescere e di cogliere obiettivi comuni, ma favorisce anche il raggiungimento di obiettivi individuali da parte di ciascun partner: come a dire stare bene insieme fa crescere come coppia e come individui!

Un antidolorifico senza controindicazioni… solo vantaggi!

Ecco perché ciascuno, quando sta male fisicamente, risente della forza che il legame con l’altro gli trasmette, riuscendo a tollerare meglio la sofferenza: un farmaco antidolorifico che non prevede controindicazioni, ma solo vantaggi!

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