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Chiesa e ambiente, parla il fotografo Yann Arthus-Bertrand: «Il tempo degli indifferenti e dei cinici è terminato»

YANN ARTHUS-BERTRAND
Quentin Jumeaucourt
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Il grande fotografo francese Yann Arthus-Bertrand ci racconta in quest’intervista esclusiva la sua esperienza di lavoro vicino a Papa Francesco e ci confida la sua opinione: «La soluzione per salvare il nostro pianeta non sarà politica, scientifica o economica, bensì spirituale».

Yann Arthus-Bertrand si è messo dietro le telecamere una volta di più per filmare quella che considera la sua «prima passione: la natura e gli esseri viventi». Però in questa occasione lo ha fatto co-dirigendo il video settembrino del Papa, che verte sulla protezione degli oceani.

Il video del Papa è un’iniziativa della Rete mondiale di Preghiera del Papa per diffondere le intenzioni di preghiera che il Santo Padre condivide ogni mese per le sfide dell’umanità e per la missione della Chiesa.

In questa intervista, quando gli chiediamo perché abbia deciso di unirsi a questo messaggio di Papa Francesco, il regista di cortometraggi come Human (2015) e Home (2009) ha ammesso che tutto è cominciato con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’.

Mi ha commosso da quanto è vera – spiega –. È un testo rivoluzionario. Con Papa Francesco, difendiamo i medesimi valori.

Si è addirittura sorpreso a constatare che ecologisti attivisti di tutto il mondo erano al corrente di questo documento: «Secondo il mio parere, è uno dei testi più fondamentali sull’ecologia».

Il video del Papa di settembre sta focalizzato sulla protezione degli oceani, un ecosistema minacciato da pericoli assai gravi, virtualmente fatali se non saranno presi i rimedi necessari.

Yann Arthus-Bertrand ha avvertito per la prima volta questa sfida quando ha lavorato per il documentario Planet Ocean (2012) col suo collega, il regista Michael Pitiot:

Mi sono potuto rendere conto dell’entità dei danni causati agli oceani e della situazione di emergenza con cui abbiamo a che fare. Pertanto mi sento particolarmente orgoglioso di collaborare con Papa Francesco in tale vitale questione.

Per quanto riguarda la responsabilità dei leader politici, il regista francese non fa mistero della sua posizione:

La soluzione per salvare il nostro pianeta non sarà politica, scientifica o economica, bensì spirituale.

Secondo quanto si evince dall’intervista, il regista ammette che fortunatamente le persone stanno prendendo coscienza dell’importanza della tematica ecologica, però «non possiamo sperare nulla dai leader politici», perché «l’ecologia politica […] oggigiorno è intrinsecamente legata allo sviluppo economico».

Secondo lui,

solo agendo nel seno di una società civile globale e pluralista possiamo avviare processi nella giusta direzione.

La preoccupazione per lo stato dei mari e degli oceani ha raggiunto una rilevanza internazionale. Nel Video del Papa di settembre, Francesco chiede che si preghi perché «i politici, gli scienziati e gli economisti lavorino insieme a mezzi di protezione». Produrre questo tipo di video – confessa Yann Arthus-Bertrand – serve per «cominciare a comprendere ogni volta meglio la nostra Terra e i suoi abitanti, tutti i suoi abitanti».

Grazie al progresso – ci dice – abbiamo accesso a una qualità di vita migliore e viviamo più a lungo, però a discapito della vita del pianeta.

In chiusura d’intervista, quando gli chiediamo che responsabilità abbiamo come cittadini di fronte al futuro, ci risponde:

Sono convinto che la volontà di partecipare alla protezione dell’ambiente e di lottare contro le diseguaglianze è presente in tutti noi. Il tempo degli indifferenti e dei cinici è terminato. Dobbiamo applicare rimedi reali nella nostra vita quotidiana. Questo significa ridurre il nostro consumo e imparare a vivere con meno dispendio energetico. Papa Francesco ha saputo indicare nella globalità la grave crisi che viviamo e lasciar emergere la risonanza tra ecologia e dignità umana. Tutti lo sappiamo, anche se talvolta lo dimentichiamo: agire rende felici.

[traduzione dallo spagnolo e dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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