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Bimbo autistico agitato impedisce decollo. A calmarlo ci pensa l’equipaggio!

Braysen
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L'avventura aerea del piccolo Braysen calmato dagli angeli custodi della United Airlines. Un'assistente di volo gli scrive un biglietto: "Non lasciare che ti facciano sentire un peso, sei una benedizione".

Di fronte alla disabilità, o meglio alla “diversabilità”, fortunatamente non sempre si assiste ad un atteggiamento di emarginazione o di rifiuto, magari con toni cortesi. La storia del piccolo Braysen induce ad un cauto ottimismo sulla maggiore disponibilità che le persone stanno man mano maturando verso quanti non rientrano negli schemi della normalità fisica e psichica (Corriere.it).

La crisi in volo

Questo bambino di 4 anni, autistico, generalmente ama andare in aereo, ma qualche settimana fa – come racconta la madre su facebook – rientrando dalle vacanze con il volo della United Airlines San Diego-Houston, subito prima della partenza, ha avuto un inaspettato crollo emotivo che si è manifestato con una forte agitazione.

Braysen si era tolto la cintura di sicurezza prima del decollo, dicendo che voleva sedersi sul pavimento. Era impossibile trattenerlo: né io né suo padre Gabriel riuscivamo a tenerlo fermo. Quando siamo riusciti a rimetterlo a sedere, ha iniziato a scalciare, urlare e agitare le braccia.

La sensibilità del personale di bordo

Puntuale è sopraggiunta un’assistente di volo per comunicare che il volo non poteva decollare finché il bambino non avesse ripreso il suo posto. Al che i genitori sono stati costretti a dichiarare la condizione autistica del piccolo chiedendo di avere un po’ di pazienza. Dopo qualche minuto di inutili tentativi il personale si è adoperato per trovare la soluzione:

In primo luogo hanno lasciato che Braysen si sedesse in grembo a noi per il decollo, poi quando la spia di sicurezza della cintura si è spenta il ragazzo ha iniziato ad urlare nuovamente.

Braysen in prima classe e le “coccole” dei passeggeri

Così è stato permesso al piccolo di sedersi sul pavimento accanto ai genitori, accogliendo la proposta del papà che ha suggerito come in passato il piccolo si era calmato alla percezione delle vibrazioni. Dopo un po’ anche questo stratagemma ha perso efficacia e Braysen, dopo aver mollato inavvertitamente un calcio ad un’assistente di volo che è stata molto comprensiva, è stato spostato in prima classe. Qui il “calciatore in erba” ha continuato a colpire ripetutamente il sedile di un passeggero che, alle imbarazzate scuse della madre, ha risposto che non era dispiaciuto e, rivolgendosi al piccolo, gli ha detto: “Puoi calciare la mia sedia, non mi interessa”. La mamma, commossa per tanta gentilezza, così conclude il suo racconto su fb:

Per la prima volta le persone sono state molto comprensive e disponibili sull’autismo di Braysen. Non dobbiamo preoccuparci di quello che pensano gli altri perché ci sono persone che si prendono cura di loro, che capiscono. Mi dà molta speranza per il futuro.

Ecco il servizio di CBS 8 San Diego:

“Non lasciare che ti facciano sentire un peso, sei una benedizione”

Alla fine del viaggio che il piccolo ha reso certamente un po’ movimentato, un’assistente di volo ha scritto questo biglietto commovente per Braysen e la sua famiglia:

Tu e la tua famiglia siete amati e sostenuti. Non lasciare che ti facciano sentire un peso, sei una benedizione.

La compagnia aerea orgogliosa del suo personale ha ripostato il messaggio commentando:

Siamo felici che il nostro equipaggio sia stato in grado di rendere il volo di Braysen e della sua famiglia un’esperienza piacevole. Siamo felicissimi di vedere che a bordo abbiamo passeggeri così affettuosi e solidali. Non vediamo l’ora di rivedere Braysen! (Corriere)

Mi torna in mente la frase che Sam dice a Frodo ne Il Signore degli Anelli:

“C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo”.

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