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Una vita vissuta con la morte dentro e l’ipocrisia fuori non rende felice nessuno!

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Foto di Sharon McCutcheon di Pexels

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 28/08/19

Gesù nel Vangelo di oggi parla a me e a te, a noi sta rivolgendo le parole dure: "Guai a voi (...) sepolcri imbiancati". Perché? perché ci ama profondamente e vuole svegliarci dal nostro torpore.

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri». (Matteo 23,27-32)

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità”. Dire a qualcuno ‘tu sei come un cimitero che fuori ha dei fiori freschi e profumati ma dentro è pieno di cadaveri’, diciamo che non è proprio il massimo della delicatezza. Ma non si può essere delicati davanti all’ostinazione delle persone a cui si vuol bene.Se Gesù è così duro con questa gente è perché la ama profondamente. La sua è la parresia dell’amore, la chiarezza di chi sa che soltanto dicendo la nuda e cruda verità magari ci si può svegliare. Ma delle volte è così dura la scorza che ci siamo costruiti intorno che nemmeno le martellate dell’amore possono demolire le nostre chiusure. E Gesù comunque continua a bussare, a battere, a martellare, nella speranza che qualcuno alla fine capisca che una vita vissuta con la morte dentro e l’ipocrisia fuori non rende felice nessuno. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti”. Siamo sempre esperti con le esperienze degli altri, specie quando ci riferiamo al passato, ma non capiamo che parlare male del passato non rende automaticamente anche noi migliori. L’errore più grosso è pensare che Gesù si riferisca a qualcuno accanto a noi. In realtà Gesù sta parlando di me e di te. Sta parlando con me e con te. A noi sta rivolgendo queste parole dure. E noi come vogliamo reagire? Vogliamo anche noi indignarci? O vogliamo aprire questa porta e lasciare finalmente entrare aria pulita? L’ipocrisia finisce di essere un problema solo quando si decide di smettere di fingere di essere migliori.
Matteo 23,27-32
#dalvangelodioggi

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON LUIGI MARIA EPICOCO

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