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La sicurezza in auto dei bambini. Perché è importante

little baby security belt
By Halfpoint/Shutterstock
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In Italia, nel 2017, sono stati 43 i bambini tra 0 e 14 anni morti a causa di incidenti stradali. Questo significa che, nel nostro Paese, mediamente muoiono circa 3 bambini al mese.

Fondazione ANIA e Bambino Gesù insieme per la sicurezza in auto dei più piccoli

Questo numero speciale di A scuola di salute è un’ulteriore iniziativa nata dalla collaborazione tra Fondazione ANIA e Fondazione e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su un tema importante come la sicurezza dei bambini in automobile. Si tratta di un argomento che riguarda tutte le famiglie italiane. I genitori, infatti, compiono spostamenti in auto con i propri figli, per accompagnarli a scuola, in palestra o per andare in vacanza. Per questo, abbiamo preparato uno strumento semplice con una duplice finalità: informare sulle norme e sulle sanzioni ma, soprattutto, fornire alle famiglie modelli concreti di prevenzione per garantire la sicurezza dei bambini in auto.
La Fondazione ANIA e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù lavorano così su un terreno comune: promuovere sicurezza e prevenzione, e assicurare cura e salute dei bambini. L’obiettivo che ci ha spinti a lavorare insieme nasce proprio da queste finalità. Riteniamo, infatti, che la prevenzione sia il modo migliore per garantire la sicurezza in automobile dei più piccoli. E la produzione di informazioni chiare e verificate è il primo passo per rendere la prevenzione una pratica comune per tutti i genitori. Il fine ultimo è avvicinarsi sempre di più alla Vision Zero stabilita nel Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020: mai più bambini vittime della strada.

Maria Bianca Farina, Presidente Fondazione Ania
Mariella Enoc, Presidente Ospedale e Fondazione Bambino Gesù

La sicurezza in auto. Perché è importante

In Italia, nel 2017, sono stati 43 i bambini tra 0 e 14 anni morti a causa di incidenti stradali. Questo significa che, nel nostro Paese, mediamente muoiono circa 3 bambini al mese. Ancora oggi gli incidenti sono la prima causa di morte e di gravi disabilità dei bambini.
La maggior parte di questi incidenti avvengono su percorsi brevi (spesso inferiori a 3 km) all’interno delle città. In tali situazioni, infatti, si tende spesso a sottovalutare il pericolo, proprio a causa della brevità del percorso o della scarsa velocità di percorrenza nei contesti urbani. Può capitare che il bambino pianga non appena viene posizionato sul seggiolino e si scelga, dunque, di tenerlo in braccio, mettendone in pericolo la sicurezza.

Se si verifica un impatto, anche a bassa velocità (circa 50-55 km/h), la forza d’urto che viene impressa al corpo di un bambino che pesa tra i 6 e i 15 kg è molto elevata(dai 150 ai 225 kg). In queste condizioni, anche un adulto non è in grado di trattenere a sufficienza un bambino per proteggerlo.
Il rischio di morte o lesioni gravi è, pertanto, molto elevato.
In caso di incidente, i bambini piccoli corrono un rischio molto elevato di riportare lesioni gravi a causa della scarsa resistenza muscolare e della delicatezza degli organi. L’elevato volume della testa rispetto al resto del corpo, inoltre, espone i bambini a un rischio maggiore di trauma cranico. I bambini, inoltre, non hanno la capacità di reagire velocemente per proteggersi e, di conseguenza, corrono un rischio maggiore di riportare lesioni di grave entità, rispetto agli adulti.

2017 I numeri. Incidenti stradali e bambini (Elaborazione Fondazione ANIA su dati ACI ISTAT)

Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), gli incidenti sono ormai la prima causa di morte al mondo tra i 5 e i 29 anni e sono responsabili di gravi disabilità nei bambini.

3378 vittime in Italia, 2709 maschi e 669 femmine.

Bambini 0-14 anni

Fascia d’età particolarmente vulnerabile di vittime della strada:

49 vittime nel 2016

43 vittime nel 2017

Ogni mese, in Italia, muoiono più di 3 bambini sulle strade.

 

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