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Cresci nella pancia e cambi il mio corpo. Ma è la mia anima che rinasce con te

PREGNANT, MUM, BABY
Shutterstock
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Il miracolo della vita accolto come un’occasione per ritrovare l’orizzonte più umano che esista: essere figli di un Amore eterno.

Ci divertiamo a leggere ogni settimana i tuoi cambiamenti e devo dire che avanzi velocemente verso questo mondo. Non troverai un mondo orribile e te lo dico a cuore aperto, anche se probabilmente ti diranno sempre il contrario. Un’altra cantilena che va di moda qui fuori è “così così, alti e bassi, si tira avanti”.

Ma sappiamo tutti di non volere un tipo di vita così e ricordati che possiamo scegliere di essere una voce fuori dal coro lamentoso. Il mondo è un luogo meraviglioso, la vita è bellissima, ma noi il più delle volte siamo ciechi e sordi. No, non mi riferisco a chi davvero non ha la capacità di udire o di vedere, anzi, loro forse hanno allenato meglio quella parte di noi che ascolta e vede davvero. Noi persone considerate “normodotate” siamo cieche e sorde, il più delle volte. Viviamo ovattati nella nostra bolla di verità in cui ci alleniamo a raccontarci in continuazione alcune cantilene “alti e bassi”, “si va avanti”, “un tempo si stava meglio”, “godiamoci il momento”, ecc. ecc. Frasi insensate, vero?

Ma sai, quando ci disabituiamo ad ascoltarci nel profondo, quando tutto diventa meccanico, quando la nostra anima è soppiantata dai mille ruoli che assumiamo ogni giorno, quando non osserviamo davvero la bellezza negli occhi di chi ci sta accanto, viviamo solo di barlumi di euforia, di eccitazioni da prima volta e poi risprofondiamo nella depressione. Nulla può avere un sapore nuovo se la novità non ci appartiene come categoria. Allora cerco di far tesoro di questo momento, questo preciso istante in cui scrivo al pc e ti ascolto nella mia pancia, per allenarmi alla novità e per non doverti dire un giorno “ah, bei tempi quando avevamo ancora qualcuno che scorrazzava per la casa, ora è più triste”,perché ogni momento che vivo è il più bel tempo che mi viene donato. Far sì che ogni momento che si vive sia il migliore della propria vita ci tiene incollati al presente e ci identifica come persone in cammino, felici. Lo dicevamo l’altra sera a tavola.

Non saranno i piedi gonfi, gli occhi stanchi, il portafoglio semivuoto, la paura del domani a portarci via la gioia immensa di vedere il miracolo della vita così da vicino. Grazie.

Mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni». Risposi: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare,
perché sono giovane». Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane,
ma va’ da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli,
perché io sono con te per proteggerti». (Geremia 1,4-9)

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA IL PESO SPECIFICO DELLE PAROLE

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