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Respinto anche l’appello: il cardinale Pell resta in carcere per pedofilia

KARDYNAŁ GEORGE PELL
AFP/EAST NEWS
George Pell
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Il Vaticano: restano le misure già emesse dal Papa nei suoi confronti

Il cardinale George Pell è colpevole. La Corte Suprema di Victoria, in Australia, ha confermato la sentenza di condanna resa nota a febbraio nel processo in primo grado per abusi sessuali su minori. I legali del porporato dispongono di 28 giorni per presentare l’ultimo ricorso possibile.

Mercoledì 21 agosto, è stata annunciata la decisione dei giudici dopo l’udienza di appello tenutasi ai primi di giugno. La decisione è stata raggiunta con una sentenza a maggioranza di 2 a 1.

ALBERTO PIZZOLI / AFP

La sentenza

Pell era stato condannato per aver abusato sessualmente di due bambini di 12 e 13 anni nella cattedrale St. Patrick, a Melbourne, tra il ’96 e il ’97. Stando alla sentenza, Pell deve scontare almeno tre anni e otto mesi di condanna in carcere.

Il cardinale è il prelato più alto in grado della Chiesa cattolica a essere stato dichiarato colpevole di abusi su minori. Il premier australiano Scott Morrison gli ha revocato l’onorificenza dell’Ordine d’Australia.

La posizione del Vaticano

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha detto: «Come per altre vicende, la Congregazione per la Dottrina della Fede attende gli esiti del processo in corso e la conclusione definitiva di tutti i gradi di giudizio prima di occuparsi del caso».

«Come dichiarato dalla Sala Stampa il 26 febbraio scorso – prosegue Bruni – il Santo Padre aveva già confermato le misure cautelari disposte nei confronti del Card. George Pell al rientro del cardinale in Australia, ossia, come di norma, la proibizione dell’esercizio pubblico del ministero e il divieto di contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età».

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