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La Messa con gli angeli celebrata da San Bonito

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Eppure gli angeli s’interrogavano: “Non vi è sacerdote… Chi sarà l’officiante?”. La Vergine replicò sorridente: “Il mio servitore Bonnet non è lontano”.

I santi Angeli di Dio si compiacciono soprattutto nell’assistere i sacerdoti che celebrano l’ufficio divino, come si vede, tra i molti altri esempi, nella vita di san Bonnet, in italiano san Bonito, un vescovo francese che la Chiesa festeggia il 15 gennaio e che è ancora popolarissimo in Alvernia dove diversi villaggi portano il suo nome. Bonito (Bonet), che era il cancelliere di Clodoveo, fu, a quanto pare, ampiamente responsabile del buon ordine che regnò nel suo reame.

Nel 677 venne nominato governatore di Marsiglia, che amministrò con analoghi risultati; e suo fratello maggiore (un altro santo locale), prima di morire nel 689 si premurò che fosse lui a succedergli con vescovo di Clermont, in Alvernia. Dopo alcuni anni Bonito iniziò però a nutrire dubbi sulla regolarità canonica della propria elezione, quindi, dopo aver consultato S. Tillo (7 gen.), decise di dimettersi ritirandosi nell’abbazia di Manglieu. Dopo un pellegrinaggio a Roma morì a Lione nel 706.

ANGEL
Public Domain

La notte a Clermont

La storia leggendaria del suo contatto con gli angeli accadde a Clermont. Il giorno calava ed il pio Bonnet pregava ancora mentre il sagrestano percorreva la chiesa di  San Michele agitando le sue chiavi per indicare che andava a chiudere le porte. Poi ritornò il silenzio. Le porte erano chiuse ed il buon vescovo non si accorgeva di nulla, poiché non aveva cessato di possedere il silenzio nella sua anima, un meraviglioso silenzio in cui mormoravano già le voci del cielo.

La notte avvolgeva ora Clermont. Bonnet pregava intensamente. Egli non sapeva se era il giorno o se era la notte poiché la luce infinita era nella sua anima.

“Vi era tutta una scorta di biancore”

Improvvisamente, dei canti lo destarono, dei canti che non provenivano dalla terra e la chiesa si riempie di chiarore. Il sant’uomo alza la testa e vede discendere verso l’altare la Santissima Vergine stessa. Quant’era bella! Non si sarebbe potuto dire se la sua veste fosse rosa, bianca o blu; quella veste rassomigliava ai cristalli di neve riflettenti mille sfumature al sole. Intorno a Maria, vi era tutta una scorta di biancore: gli Angeli.

Posągi aniołów na tle nieba

Un trono si trovò subito vicino all’altare, e la Vergine si sedette mentre gli angeli disponevano tutto per la santa messa. L’altare era preparato, infiorito, i ceri accesi, l’incenso fumava nell’incensiere, il messale era aperto, segnato da un bel segnalibro d’oro. Eppure gli angeli s’interrogavano: “Non vi è sacerdote… Chi sarà l’officiante?”.

La Vergine replicò sorridente: “Il mio servitore Bonnet non è lontano”.

Egli aveva paura, per tutte quelle meraviglie. Per salvare la sua umiltà, egli si nascose dietro un grosso pilastro, semplicemente, come se credesse che gli angeli non potessero scoprirlo; ma, come dice la cronaca, “gli angeli serventi di Maria, non ebbero grande difficoltà nel condurre (e riprendere) quel fuggitivo!”. Essi lo portarono davanti alla loro Regina.

“Io voglio, Bonnet, che tu celebri ora la santa Messa”.

Gli angeli e il tabernacolo

Beninteso, egli non poteva che obbedire, ma tremava con tutto il suo corpo. Gli angeli lo rivestirono dei paramenti sacri, poi servirono la messa. L’emozione di san Bonnet svaniva a poco a poco. Egli si ricordava che gli angeli sono sempre vicino al Tabernacolo, e che è una ben più grande meraviglia ancora che Dio stesso discenda sull’altare, cosa che si produce ad ogni Messa. Completato l’ufficio, Bonnet lasciò i paramenti. La Santa Vergine allora gli fece dono di una casula, poi tutto scomparve.

La casula della Messa degli Angeli

Al tempo di Madre Jacqueline de Blémur, una Benedettina del XVII secolo che ha scritto questa bella storia, si conservava ancora a Clermont la casula della Messa degli Angeli. Essa era d’un tessuto così ricco e fine che nessuna seta, nessun ricamo potevano esserle paragonati. Leggenda ancora, diremmo? Ma perché Dio non avrebbe così ricompensato il fervore di san Bonnet, in un tempo in cui una fede più viva permetteva più miracoli di oggi?

 

 

 

 

 

 

 

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