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Una bella vittoria per i cristiani in Iraq: inaugurata la chiesa distrutta dall’Isis

Monastery of the Martyrs Mar Behnam and Marth Sarah
Monastero di Mar Behnam, particolare della facciata.
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La chiesa di san Mar Behnam e Marth Sarah a Qaraqosh era stata vandalizzata dagli estremisti. Dopo due anni e mezzo di duro lavoro è tornata a splendere

Il 15 agosto è stata riconsacrata a Qaraqosh la chiesa dedicata a san Behnam e Sarah, distrutta dall’Isis.

Dietro questo evento simbolica di grande importanza per i cristiani in Iraq, c’è il forte impegno di padre Georges Jahola, che ha fatto ritorno a Qaraqosh il 23 novembre 2016, dopo la sconfitta dell’Isis in Iraq.

Due anni e mezzo

Nei due anni di occupazione i terroristi islamici avevano ridotto la città a un cumulo di macerie. In particolare, la chiesa intitolata a due martiri locali del IV secolo, san Mar Behnam e Marth Sarah, pagani uccisi dopo essere stati battezzati, era stata incendiata e vandalizzata. Dopo un lavoro di restauro durato due anni e mezzo, del quale padre Jahola è responsabile, la Chiesa è tornata a splendere.

«È un evento simbolico e fondamentale per noi cristiani della Piana di Ninive», spiega padre Jahola a tempi.it (15 agosto). «Nonostante tutta la distruzione e gli affronti subiti, la riconsacrazione della chiesa è la dimostrazione che la fede è ancora viva. Le forze del male volevano distruggere non soltanto le pietre, ma la comunità intera dei cristiani. Oggi possiamo dire che non ci sono riusciti».

“Aggrappati a questa terra”

I cristiani della Piana di Ninive «si aggrappano» letteralmente alla ricostruzione della chiesa San Behnam e Sarah per «incoraggiarsi a rimanere in questa terra».

Il 7 agosto 2014, quando l’Isis costrinse i cristiani della città ad abbandonare tutto e a scappare a Erbil, a Qaraqosh vivevano oltre 50 mila cristiani. Oggi, scrive sempre tempi.it, ne sono tornati 26 mila, «circa la metà». D’altro canto su 1,5 milioni di cristiani in Iraq nel 2003, oltre un milione ha abbandonato il paese.

3000 case ricostruite

Padre Jahola non ha lavorato solo alla ricostruzione della chiesa, ma si occupa di sostenere la ricostruzione dell’intera città.   

«Il 50 per cento del lavoro è stato fatto, tremila case sono tornate in piedi, ma dobbiamo ricostruirne altrettante. Purtroppo ora i lavori si sono fermati perché ci mancano i fondi: ci hanno aiutato solo organizzazioni cristiane e il governo dell’Ungheria», dichiara, sottolineando l’indifferenza del governo iracheno,

“Testimoniare Cristo”

Il 15 agosto, però è stato un giorno di festa per i cristiani iracheni. La riconsacrazione della chiesa di San Behnam e Sarah fa ben sperare: «Non sono solo pietre, è la fede del popolo che si rafforza e rinasce. Noi cristiani – chiosa il sacerdote – infatti continuiamo a testimoniare Cristo ai nostri fratelli e ai non cristiani».

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