Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Gli spiriti possono commettere peccato?

Zebra0209/Shutterstock
Condividi

La risposta è affermativa. Così avviene la loro “caduta”

Quando il Signore parla della ricompensa degli eletti, la presenta sotto forma di un invito a prendere possesso del Regno che è stato loro preparato fin dall’origine del mondo (Matteo 25,34). Quanto al castigo dei cattivi, egli ne parla come di un fuoco che non si spegne mai, preparato per il demonio e i suoi Angeli (Matteo 25,41). Ora di questa terribile disposizione penale, non è detto che è preparata, come la tutta graziosa ricompensa, a constitutione mundi – dalla costituzione del mondo. Satana ed i suoi adepti non furono creati demoni; nella prima disposizione di Dio non vi era nessun progetto di fuoco eterno.

Come nasce il male

Se nessun cristiano mette in dubbio l’esistenza delle potenze maligne nel mondo degli spiriti, nessuno tra di loro considera più queste potenze del male diversamente da soggetti di una deviazione o di una sconfitta, imputabile alla creatura, nel piano originario del Creatore. Non vi è nessun principe cattivo che possiede, per così dire, da se stesso, questa proprietà che è il male. Ogni male è una apostasia di un essere che in origine era buono; ogni male è un cattivo uso dei doni di Dio.

Il peccato degli spiriti

Spiegare il peccato degli spiriti è uno dei punti più difficili della teologia. Se la Scrittura non racchiudesse tante testimonianze dell’attività degli spiriti cattivi, si potrebbe essere tentati di considerare tutto quello che è cattivo come un fenomeno umano. Il fatto che un uomo sia pieno di peccato è esperienza quotidiana, e si spiega con la natura complessa dell’uomo, con le sue passioni e le sue difficoltà. L’uomo è dal punto di vista morale un peccatore tutto come dal punto di vista sociale è un selvaggio.

La caduta degli angeli

Ma come giungere ad una spiegazione soddisfacente della caduta degli spiriti? Se inquadriamo gli spiriti come delle forme solamente più agili di esseri umani, potremmo dare loro delle passioni e degli istinti, la cui azione presto o tardi li metterebbe in situazioni pericolose. Ma gli spiriti sono perfetti, secondo la teologia cattolica: è la loro essenza stessa a essere perfetta; noi non possiamo dunque concepire un’attrazione qualunque capace di farli deviare dal loro retto cammino.

© Public Domain

Come e perché avviene

Un primo saggio di spiegazione d’una caduta possibile nel mondo degli spiriti, è che in quanto esseri creati, sono degli esseri finiti, limitati, e che nessun essere finito può avere il sigillo di assoluta immunità di fronte ad ogni possibilità di errore nell’intelligenza o nella volontà. Preso in senso generale, questo principio può essere considerato come la causa lontana del peccato in ogni essere, salvo in Dio stesso; ma nella teologia cattolica, spiega solo in maniera vaga la caduta degli Angeli. Uno spirito non ha nessuna ignoranza, nessuna debolezza dell’intelligenza; la sua natura è talmente perfetta che non vi è niente che egli possa aspirare; benché finito, egli è completo nel suo ordine.

San Tommaso

San Tommaso ha molto saggiamente scartato per il peccato degli angeli ogni specie di motivo che non sia interamente spirituale, e che fuoriusciva piuttosto dall’immaginazione che dall’intelligenza. Egli insegna con insistenza che, nella sua sfera naturale, nessuno spirito può trasgredire o mancare in qualsiasi modo. Ma se lo spirito è tolto, per così dire, dalla sua sfera naturale e posto in un altro ordine più elevato, nell’ordine soprannaturale, allora vi è possibilità di un rifiuto; lo spirito può rifiutare di accettare o di tenere qualcosa che sorpassa il suo ordine; egli può, di fatto, ribellarsi contro l’ordine stabilito da Dio. Tale è la sola spiegazione teologica ammissibile per la caduta degli angeli.

La sfera del soprannaturale

Col soprannaturale, lo spirito è elevato dalla sua sfera in un’altra più elevata; ma questa sfera più elevata significa essenzialmente comunità di vita con tutti gli altri spiriti favoriti da quella stessa elevazione; comunità con degli spiriti inferiori, comunità stessa con l’uomo. La grazia più elevata è, in effetti, il dono più eccellente, ma è anche il dono più universale. Per contro, la grandezza naturale di un angelo è una gloria senza eguali, è una perfezione unica con la quale nessun essere può rivaleggiare.

La scelta

Uno spirito può dunque scegliere, sia di entrare in comunione col soprannaturale, sia di restare accantonato nella sua propria sfera, preferendo la sua propria eccellenza naturale alla comunione con la grande famiglia di Dio. San Tommaso insegna che alcuni spiriti hanno scelto la seconda alternativa; essi hanno preferito la loro gloria naturale isolata alla comunità della carità soprannaturale; ed è in questo che consiste la caduta degli angeli. È frutto dell’orgoglio, perché essi hanno scelto una eccellenza senza tener conto di un bene ancor più eccellente; è frutto della ribellione, perché la volontà di Dio era che essi accettassero il soprannaturale; è frutto dell’invidia, non già nel senso dell’oscura passione umana, ma di una opposizione a una cosa santa, alla grazia di Dio. tutti gli altri peccati devono, nel caso degli angeli decaduti, essere presi in senso più o meno metaforico.

DEVILS FUTURE
Edal Anton Lefterov | CC BY-SA 3.0
Gli angeli caduti non hanno accesso al futuro, ma possono fare predizioni sul futuro basate sull'osservazione.

Satana

Quando si dice che Satana  desiderava essere simile a Dio, noi non possiamo prenderlo come se nella sua ragione egli aspirasse a essere altrettanto grande come il Creatore; nessuno spirito è capace di una simile follia, ma come dice San Tommaso stesso, Satana ha indubbiamente voluto essere simile a Dio, in quello che ha desiderato come fine ultimo della sua beatitudine, meta a cui poteva giungere in virtù della sua natura solo distogliendo il suo desiderio dalla beatitudine soprannaturale frutto della grazia di Dio.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni