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Il sorprendente gesto di fede di Egan Bernal, campione del Tour de France

EGAN BERNAL
MARCO BERTORELLO | AFP
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Il colombiano, di appena 22 anni e professionista da poco tempo, è diventato il primo latinoamericano a vincere la gara ciclistica più antica e prestigiosa del mondo

Aleteia riassume di seguito tutto quello che c’è da sapere su Bernal, il “Joven maravilla” che ha vinto il Tour de France:

  • È nato il 13 gennaio 1997 a Bogotà, ma è cresciuto a Zipaquirá, Cundinamarca, una cittadina a 43 chilometri dalla capitale famosa per la sua Cattedrale di sale.
  • Egan, il suo primo nome, è stato suggerito da José Bulla, medico amico di famiglia che ha detto ai genitori “In greco significa ‘campione’”. In realtà, si tratta di un nome di origine gaelica, scozzese, che vuol dire “ardente” o “fuoco”.
  • Il padre, Germán Bernal, è stato anche lui ciclista, ma per mancanza di sostegno economico non è riuscito ad arrivare al professionismo. Per gran parte della vita ha viaggiato come vigilante di un’impresa di sicurezza nella Cattedrale di sale.
  • La madre, Flor Marina Gómez, ha lavorato fin da molto giovane in un’impresa esportatrice di fiori colombiana, nella quale aveva il compito di scegliere i garofani migliori. Ha lavorato anche come domestica.
  • Visto che i genitori lavoravano molto, Egan ha dovuto prendersi cura del fratello minore Ronald, che lo considera il suo secondo padre e lo chiama ‘Pasote’ (papà grande).
  • Per sua madre, “Egan è una benedizione di Dio”, perché oltre ad essere un grande sportivo è molto generoso, e con i primi soldi che ha guadagnato ha regalato una casa ai genitori e una piccola proprietà a uno dei suoi nonni.
  • Ha iniziato a praticare il ciclismo con Fabio Rodríguez a otto anni, e poco prima di arrivare all’adolescenza si è dedicato al ciclismo di montagna, specialità nella quale tra il 2013 e il 2015 ha vinto campionati e riconoscimenti in Argentina, Ecuador, Colombia, Costa Rica, Stati Uniti e Andorra.
  • In quel periodo ha deciso di non portare avanti gli studi di Giornalismo all’Università de La Sabana, in Colombia. Uno dei suoi mentori, Pablo Mazuera, gli aveva detto che se gli piaceva il ciclismo doveva rinunciare all’università, ma se il desiderio di diventare giornalista prevaleva sullo sport gli avrebbe pagato tutto il percorso universitario.
  • Nel 2014, per mancanza di sponsor, ha intrapreso una campagna nelle reti sociali per ottenere il denaro per poter partecipare al Campionato Mondiale di Ciclismo di Montagna in Norvegia, dove ha conquistato la medaglia d’argento e ha iniziato ad essere notato dai talent scout europei.
  • Gianni Savio, proprietario di una squadra italiana di ciclismo professionistico, lo ha scoperto nel 2015, anno in cui ha vinto la Sognando Il Giro delle Fiandre, una prova a livello junior in cui ha stracciato gli avversari. Poco prima di aver compiuto 19 anni, senza esperienza, è stato contrattato per quattro stagioni.
  • Prove scientifiche realizzate nel 2016 nei laboratori italiani hanno dimostrato che l’organismo di Egan Bernal poteva assorbire, trasportare e consumare una gran quantità di ossigeno, ovvero che per la sua enorme capacità cardiovascolare era in grado di praticare sport ad alto livello di competitività. Da allora gli esperti parlano della “nuova bestia del ciclismo” e del “campione del futuro”.
  • Nella sua breve carriera, oltre al premio del Tour de France, Bernal ha vinto, tra le altre, queste gare: Giro della Savoia (Francia); Giro di Sibiu e Giro di Bihor (Rumania); Tour di Romandia e Giro della Svizzera (Suiza); Colombia Oro y Paz (Colombia); Tour della California (USA) e Parigi-Nizza.
  • Egan è diventato il ciclista più giovane a vincere la versione 106 del famoso tour francese dopo la II Guerra Mondiale, e il terzo più giovane a vincere il titolo. È anche il più giovane a trionfare da quando esiste la maglia gialla.

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