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Il sorprendente gesto di fede di Egan Bernal, campione del Tour de France

EGAN BERNAL
MARCO BERTORELLO | AFP
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Il colombiano, di appena 22 anni e professionista da poco tempo, è diventato il primo latinoamericano a vincere la gara ciclistica più antica e prestigiosa del mondo

Egan Arley Bernal Gómez ha sorpreso il mondo con un bel gesto della fede cattolica che ha sempre praticato in casa. Negli Champs Élysées, in diretta televisiva e davanti a centinaia di giornalisti di tutto il mondo, il campione ha fatto il segno della croce sul fratello Ronald, che a sua volta ha benedetto Egan. Poi Egan e i suoi genitori hanno fatto lo stesso, scambiandosi simultaneamente il segno della croce.

Il campione del Tour de France, un giovane di cui fino a qualche settimana fa si sapeva ben poco ma di cui oggi tutti parlano con ammirazione, ha compiuto questo gesto in modo semplice e naturale, dopo aver battuto rivali del calibro del britannico Geraint Thomas, dello spagnolo Alejandro Valverde, dell’italiano Vincenzo Nibali e del francese Julian Alaphilippe, e i suoi compatrioti Nairo Quintana e Rigoberto Urán.

Anche se alcuni commentatori di Europa e America erano convinti che Egan avrebbe vinto la terza competizione più importante del mondo dopo i Giochi Olimpici e i Mondiali di Calcio, ben pochi credevano che lo avrebbe fatto ad appena 22 anni e solo tre anni dopo essere entrato nel mondo del ciclismo professionistico.

La Colombia – Paese ciclistico per eccellenza dagli anni Cinquanta del XX secolo, con un enorme prestigio soprattutto a livello di percorsi di alta montagna – si è emozionata nelle ultime settimane per ciascuna delle pedalate del giovane ciclista, diventato un punto di riferimento per i giovani colombiani.

La storia di Egan Arley e della sua famiglia è segnata da sacrifici, disciplina personale, umiltà e un’ammirevole unità familiare.

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