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L’aggressione del mondo post moderno è alla nostra identità

By XiXinXing/SHutterstock
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Senza identità siamo bambolotti al vento: isolati, fragili, manipolabili.

Identità.
L’identità è la parte fondamentale della nostra personalità. Senza identità siamo bambolotti nel vento, isolati, fragili, manipolabili. L’aggressione del post moderno è all’identità. Quando una persona ha 40 anni, si è costruita un’identità propria basata su quanto ha costruito: matrimonio, figli, lavoro, e sta molto meglio. Questo è il motivo per cui si dice che la vita comincia a 40 anni: prima è rodaggio e soprattutto faticosa costruzione dell’identità.

Nella giovinezza e soprattutto nell’adolescenza, non possiamo ancora avere questa identità nostra. In quel periodo dobbiamo avere un’identità verticale, che ci arriva dall’alto, e che si può riassumere in tre parole attualmente considerate parolacce, che sono Dio, Patria e Famiglia. La triade Dio, Patria e Famiglia è come il colesterolo, l’eccesso danneggia, ma la mancanza non è compatibile con la sopravvivenza, l’eccesso mi blocca a essere identica ai miei antenati, la mancanza mi rende un cespuglio sradicato in balia del primo vento che mi fa rotolare.

Leggi anche: Dio, patria e famiglia: senza siamo tutti più soli, fragili e depressi

Senza il culto condiviso la società non sopravvive e l’individuo resta un ammasso di atomi senza scopo sotto un cielo ostile, senza la famiglia crolla la possibilità di fede in noi stessi, fede che nasce dal quantitativo di affetto e attenzioni che i nostri genitori ci hanno dato ed è a questo quantitativo proporzionale. La patria ci è necessaria perché nel nostro cervello c’è il sistema motivazionale dell’affiliazione al gruppo, presente anche in tutti i mammiferi che vivono in branco, e se il gruppo non c’è il sistema gira a vuoto, e cerca gruppi ausiliari, fan di squadre calcistiche, sfessati ipertatuati che cantano porcate, partiti politici, gruppuscoli più o meno insurrezionali, possessori di borse di Prada, possessori di borse falso Prada, fan di serie televisive, altro.

Tanto più debole è l’attaccamento alla nazione, tanto più forte è la necessità di gruppo alternativo. Chi non ama la patria cerca di non dare il suo sangue per lei: il sangue è il sangue versato sui campi di battaglia, ma anche il denaro delle tasse. Dove il patriottismo è basso l’evasione fiscale è alta.
L’identità familiare viene massacrata quando un bambino è tolto alla sua famiglia, per esempio perché i genitori sono nemici del popolo e sono finiti in Siberia ai tempi di Stalin, perché sono oppositori politici dei colonnelli al tempo dell’Argentina, o perché la famiglia ha attirato su di sé l’attenzione dei servizi sociali per qualche motivo. Se questo motivo è atroce, allora l’intervento è giustificato. Se no lo è, l’intervento è un danno di una gravità totale.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA SILVANA DE MARI

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