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3 tipi di bullismo vocazionale (e come affrontarli)

wideonet/Shutterstock
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Basta omissioni e negatività! Gesù merita di essere diffuso, amato e seguito

In casa, in comunità, a scuola o al lavoro, il giovane che ha la vocazione teme di dire che vuole diventare sacerdote, perché non appena lo rivela scatta il bullismo.

È un tema delicato e attuale, che l’arcivescovo di Aparecida (Brasile), monsignor Orlando Brandes, ha affrontato molto bene sul portale A12. A suo avviso, esistono 3 tipi di bullismo vocazionale, che vanno affrontati e superati. Eccoli:

1. Bullismo dei compagni. Un giovane teme di dire che vuole diventare sacerdote perché poi si guadagna dei soprannomi e diventa vittima di scherzi, scherno e perfino umiliazioni. Ricordiamoci che ogni vocazione affronta delle prove. Bisogna andare controcorrente. Chi ha la vocazione deve selezionare le sue amicizie, partecipare a gruppi giovanili, cercare orientamento vocazionale… Quante persone con la vocazione trovano sostegno, stimolo e aiuto da parte di tante persone che sono veri angeli vocazionali!

2. Bullismo dei familiari. Molti di coloro che sentono la vocazione evitano di parlarne in casa, perché genitori, fratelli e parenti sono i primi a scoraggiarli con una serie di difficoltà. Quanti sacerdoti, religiosi e santi hanno affrontato un clima negativo in famiglia per difendere e confermare la loro vocazione! Bisogna prendere su di sé la croce. La croce del bullismo è una delle più perverse, perché giudica, proietta concetti falsi e usa le armi distruttive della critica, dell’umiliazione e della menzogna. Queste sfide si vincono solo con molta preghiera, molta lettura orante, buone amicizie, orientamento da parte di persone competenti e la testimonianza positiva dei sacerdoti.

3. Bullismo da parte della società. Si fanno mille caricature del sacerdote, presentandolo come tradizionalista, troppo moderno, dipendente dalla madre, liberale… Ormai parlar male della Chiesa e dei sacerdoti è uno dei passatempi più comuni. Dobbiamo essere tutti più coraggiosi e ottimisti e incoraggiare le vocazioni. Basta con le omissioni e la negatività. Gesù merita di essere diffuso, amato, conosciuto e seguito!

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