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L'orrore che gli occhi di una donna tossicodipendente sono costretti a vedere!

a young addict woman

By PointImages/Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 05/08/19

L’appello di Laura da San Patrignano: “Voglio far capire alle ragazze che essere dipendente dalla droga, per una donna, è, se possibile, più drammatico e più doloroso che per un uomo. (...) Ragazze allungate una mano, chiedete aiuto. Quella vita non è umana.”

Laura è una ragazza sarda di trent’anni entrata nel 2015 a San Patrignano, da cui quest’anno dovrebbe uscire per ricominciare a vivere un’esistenza normale, anche senza “l’ala protettrice”  della comunità (Il Messaggero.it).

A 14 anni le canne, poi l’eroina e la cocaina “per amore”

Racconta la sua storia di donna tossicodipendente che a 14 anni inizia con le canne per poi passare rapidamente all’eroina e alla cocaina, spinta dalla necessità di accondiscendere il compagno di cui si era perdutamente invaghita. Inizia per non essere esclusa dal gruppo dei coetanei, e poi cade nella trappola dell’ “amore”, quando arriva il principe azzurro tossicodipendente che la fa sentire una regina, l’unica donna di cui si sia follemente innamorato. L’unica con cui condividere tutto, compresa la cosa per lui più “preziosa”, la droga ovviamente.

E noi caschiamo nella rete. Credevo a tutto quello che mi diceva. Ho iniziato con la roba pesante perché avevo paura che, se dicevo no, lui andava con un’altra. Non si creda che questa sia una storia solo mia. Purtroppo è di tante, troppe. (Ibidem)
Jonathan Piccolo




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“Lui mi spediva sempre a compare (…) Si può immaginare tutto. A una donna, si sa, è possibile chiedere tutto”

Ma poi i soldi finiscono, mentre arrivano puntuali come un orologio i morsi dell’astinenza: a questo punto tocca sempre a lei trovare a tutti i costi la roba. E questa verità, che nella coppia tossicodipendente la donna riesce meglio dell’uomo a procurare la merce, la conoscono perfettamente mariti e fidanzati, e ben presto le loro povere compagne che imparano sulla loro pelle a non sperare di accontentare gli spacciatori con i pochi spiccioli elemosinati.

Lui mi spediva sempre a comprare e io, ormai priva di ogni dignità, andavo. Si può immaginare tutto. A una donna, si sa, è possibile chiedere tutto. A pagamento o no. Lo pensa lo spacciatore e lo pensa anche chi vive da disperato accanto a te. Comincia una storia d’amore e poi si trasforma in un incubo. Veniamo subito sottomesse, ci spogliamo di tutto. Anche della forza di reagire. Accettiamo di essere usate da chi ami per andare a rimediare quello che serve. Ma non vi domandate perché Desirée e Pamela sono state trucidate in quel modo? Ho rischiato pure io. Rischiano tutte quelle che non riescono ad alzare la testa e fuggire. (Il Messaggero)

Essere dipendente dalla droga, per una donna, è più drammatico e più doloroso che per un uomo

Fortunatamente per Laura arriva il momento in cui prende consapevolezza del gorgo autodistruttivo che rischia di ingoiarla mortalmente.

Voglio far capire alle ragazze che essere dipendente dalla droga, per una donna, è, se possibile, più drammatico e più doloroso che per un uomo. Quando ce ne rendiamo conto è sempre troppo tardi. Sei già entrata in un gorgo autodistruttivo dal quale è difficile uscire. Io ci sono riuscita qui in comunità dove le storie di noi donne sono molto simili. (Ibidem)
~ Erebos CC


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Ho chiesto aiuto il giorno della Vigilia di Natale del 2015

Quattro anni fa, il giorno della Vigilia di Natale, Laura chiede finalmente aiuto ai suoi genitori e così entra nella comunità di San Patrignano e piano piano, con costanza e fatica, sente di nuovo di essere viva.

Vorrei farmi ascoltare dalle ragazze convincerle a parlare subito con qualcuno che possa aiutarle. Come ho fatto io quando, con il sedere per terra, sola e disperata, ho chiesto aiuto. Il 24 dicembre, sì la vigilia di Natale, del 2015. Sono entrata a San Patrignano. A ventisei anni avevo già visto il peggio di tutto. Davanti a me solo due strade: o continuare fino a consumare quel poco che era rimasto di me e della mia dignità o bussare dai miei e pregarli di accompagnarmi dove non dovevo spiegare nulla e mi avrebbero capito. È stata dura i primi tempi, ho faticato tanto. Ma poi la vita torna a scorrere nelle vene, impari di nuovo a sentire e a guardarti allo specchio. (Il Messaggero)

Lo studio: i sintomi di astinenza delle donne più gravi rispetto agli uomini

L’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità sottolinea, grazie agli studi effettuati su migliaia di casi, che le donne manifestano sintomi di astinenza più gravi rispetto agli uomini, e livelli molto marcati di depressione ed ansia, confermando come nel genere femminile la dipendenza si instauri più rapidamente. Laura, che ha ancora negli occhi l’orrore di ricordi terribili e inesprimibili con le parole, grida di nuovo il suo accorato appello da San Patrignano:

Ragazze allungate una mano, chiedete aiuto. Quella vita non è umana.




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