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Parliamo di sesso e di quello che sentiamo (e nascondiamo) noi donne

WOMAN
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di Silvana Ramos

Qualche giorno fa una buona amica mi ha fatto leggere un articolo (che raccomando di leggere più di una volta) che per molte ragioni mi è rimasto nella testa e nel cuore. Oggi finalmente sono riuscita a riordinare un po’ le idee su questo tema di cui credo si parli ancora poco.

L’articolo è in inglese e si intitola Let’s talk about sex and what we keep hush hush (Parliamo di sesso e di quello che nascondiamo). È scritto in forma anonima (posso immaginare il motivo), e parla un po’ della doppia vita (so che sembra duro) che conducono alcune (molte) ragazze cattoliche per paura di quello che diranno gli altri, delle proprie sensazioni e dei propri desideri.

Il paragrafo precedente sembra un po’ inquisitorio: ragazze, doppia vita, desideri… Credo che sia importante mantenere questi termini non con l’intenzione di giudicare, ma con quella di esporre cosa accade quando la religione diventa un atteggiamento e non un rapporto vissuto con Dio.

L’articolo parla di ragazze cattoliche single (non è che quelle sposate siano esenti) che si nascondono e si riempiono di sensi di colpa e vergogna per le tentazioni della carne a cui spesso cedono: masturbazione, pornografia, rapporti sessuali prima del matrimonio.

Il grado di disagio che provano nei confronti di se stesse e il peso di sentirsi giudicate è tale che se lo confessano è a un sacerdote, cosa purtroppo poco frequente.

Portano sulle spalle un peso così notevole che finisce per condurle a una doppia vita perché sembrerebbe che non ci sia altra via d’uscita, ovvero agli occhi della comunità cattolica a cui appartengono ostentano purezza, partecipando anche a iniziative sul tema, ma poi la storia è diversa.

1. Un peso troppo grande

WORKOUT
Halfpoint | Shutterstock

Portare tutto questo sulle spalle risulta un carico molto pesante a ogni livello – spirituale, psicologico e sociale. Credo che sia dovuto in primo luogo al tabù che come cristiani abbiamo ancora sul sesso. Non riusciamo a capire come qualcosa di così bello e piacevole possa risultare una benedizione in un momento ed essere in un altro negativo e schiavizzate al punto da impedirci perfino di vivere la vita nella sua pienezza.

Non cercheremo di spiegare questo mistero in questo post. Cercheremo invece di offrire alcune riflessioni che possano aiutarci ad essere più autentiche nella nostra vita, ad accettare con maggior naturalezza le reazioni del nostro corpo e a essere umili per riconoscere queste fragilità, che tutte condividiamo visto che condividiamo la stessa natura.

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