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5 persecuzioni anticristiane dell’era moderna di cui potreste sapere poco

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John Fredricks | NurPhoto | AFP
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Troppe persone ignorano quello che i cristiani affrontano al giorno d’oggi

Turchia

La Turchia ha una ricca tradizione cristiana. La sua città principale, Istanbul, è stata a lungo l’epicentro della Chiesa ortodossa. La città turca di Tarso, inoltre, era il luogo di nascita di Saulo, poi diventato San Paolo, le cui Lettere costituiscono buona parte del Nuovo Testamento. Pietro ha svolto lì il suo ministero, e ovviamente la Madonna ha vissuto lì insieme a San Giovanni dopo l’Ascensione.

All’inizio del XX secolo, i cristiani rappresentavano più del 30% della popolazione totale della Turchia, mentre oggi sono crollati allo 0,15%.

Uno dei motivi di questo drastico declino è stata l’intensa persecuzione degli Armeni. Nel 1915-1916, la Turchia (allora nota come Impero Ottomano) ha intrapreso una campagna di sterminio e deportazione forzata degli Armeni. Molti dei deportati morirono di fame.

Non sorprende che l’Armenia (la prima Nazione al mondo ad adottare il cristianesimo come religione di Stato) consideri questi eventi un genocidio. Il Governo turco, tuttavia, ha rifiutato di accettare una definizione di questo tipo.

Qualsiasi termine si usi, i vari gruppi cristiani della Turchia hanno iniziato a lasciare il Paese sulla scia di quanto è accaduto agli Armeni. Quelli che sono rimasti hanno affrontato minacce di morte e una vita di vessazioni.

Iraq

Il cristianesimo è giunto in Iraq nel I secolo grazie agli sforzi missionari di San Tommaso Apostolo.

Poco più di un secolo fa i cristiani rappresentavano il 35% della popolazione irachena, mentre nel 2013 erano solo l’1,5%.

I cristiani iracheni hanno sofferto come pochi altri. La loro persecuzione, durata più di un millennio, si è intensificata alla fine del XX secolo ed è diventata ingestibile nel XXI. Anche se il dittatore Saddam Hussein non era amico della Chiesa (né dell’umanità in generale), l’anarchia che si è scatenata dopo la fine del suo regime ha portato a un notevole aumento della violenza anticristiana.

L’arcivescovo cattolico caldeo iracheno Bashar Warda ha sottolineato di recente che il cristianesimo iracheno è “pericolosamente vicino all’estinzione”, e che i cristiani che restano “devono essere pronti ad affrontare il martirio”.

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