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Sapete che esiste un Ordine Cavalleresco importante dedicato a San Michele?

SAINT MICHEAL

Dervish Candela

San Michele Arcangelo

don Marcello Stanzione - pubblicato il 25/07/19

Lo fondò Carlo VII in Francia, ma la sua storia fu tutt'altro che fortunata… nonostante la presenza dell'Arcangelo

In Portogallo, Re Alfonso Enrique istituì l’ordine militare dell’Ala di San Michele verso il 1170. Dopo la dissoluzione della monarchia in Portogallo, quest’Ordine Militare divenne una semplice confraternita nel 1910.

In Francia, Re Luigi XI fondò l’ordine militare di San Michele nel 1469 per la difesa della Fede e del Regno. In una consacrazione speciale a San Michele ogni cavaliere obbligava a se stesso “ad impiegare tutte le sue forze per la difesa della santa religione”.

Il re e l’Arcangelo Michele

Se Carlo VII, a discapito di una leggenda tenace, non fosse per nulla ingrato verso la memoria della vergine guerriera e martire che gli aveva restituito il suo regno toccò a Luigi XI magnificare il soccorso dell’Arcangelo che il re, familiare, chiamava il mio compare. Il 1° agosto 1469, egli fonda un ordine di cavalleria che pone del tutto naturalmente sotto la protezione dell’Arcangelo nazionale, ridicendo : “…la singolarissima fiducia e devozione che noi abbiamo a Monsignor San Michele, primo cavaliere che, per la lotta di Dio, vittoriosamente guerreggiò e che il suo luogo ed oratorio ha sempre custodito e difeso senza essere preso né soggiogato dagli antichi nemici della corona di Francia ed essere invincibile”.

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© RMN /HERVÉ LEWANDOWSKI
Dominique Ingres, Jeanne d'Arc au sacre du roi Charles VII dans la cathédrale de Reims, 1854, Huile sur toile, Paris, musée du Louvre © RMN /HERVÉ LEWANDOWSKI

Già in passato, il re si era recato in pellegrinaggio al Monte; era un uomo molto pio. Questo pellegrinaggio aveva avuto luogo nel 1462, dopo la morte di Carlo VII, al fine di ringraziare l’Arcangelo di averlo aiutato nella sua lunga battaglia che aveva opposto il delfino a suo padre. Luigi XI vi ritornò, nel 1471, in azione di grazie singolare.

Il merlo

Il re soggiornava ad Alençon e, un pomeriggio, camminava nel parco, in prossimità del castello. In cima ad una delle torri, un giovane paggio aveva trascinato un’amichetta della sua età, una “impagliatrice”, dicono i cronisti. Egli contava bene che dopo averle mostrato il re da lontano e a tutto piacere, la ragazza gli concederebbe qualche privatezza ; la torre era abbastanza tranquilla perché il ragazzo raggiungesse i suoi fini. Lassù, i due ragazzi, sconcertati, si accorsero che non vedevano bene ; essi ebbero l’idea di salire sulla piattaforma. Il bordo era vecchio, troppo in ogni caso per sopportare le capriole dei giovinastri… Un merlo, dissaldato, si distaccò dal muro e cadde. Si immagina il terrore della coppietta mentre che la grossa pietra rovinava, diritta sulla augusta testa di Sua Maestà…

San Michele del Perugino
Public Domain

"San Michele Arcangelo": il dipinto del Perugino

Le armi del Monte

Gli Angeli vigilavano. Il re fece un salto indietro che gli salvò la vita ; egli non vi lasciò che la sua veste, messa in brandelli, strappata dall’alto in basso. Rassicurato sulle cause dell’incidente, certo che non si trattava affatto di un tentativo di regicidio, Luigi XI non si mostrò troppo severo verso il paggio e la ragazza. Quanto alla pietra ed ai resti dei suoi abiti, segnati dal dramma evitato di giustezza, egli li portò in pompa magna al Monte e li fece sospendere da una catena nella chiesa abbaziale. Fu nella stessa epoca che egli modificò le armi del Monte; il Monte portava fin là per blasone in campo d’argento nelle conchiglie d’oro. Luigi vi aggiunse quello che gli araldisti chiamano “capo di re”, cioè una banda superiore che domina l’antico blasone e, come le armi di Francia, di azzurro dai fiordalisi d’oro.

Il re aveva dunque una vecchia e solida devozione all’Arcangelo, ben fondata senza dubbio sui racconti intesi nella sua infanzia e che relazionavano i soccorsi che Michele aveva prodigati alla Francia in pericolo. Questo spiega la cura che mise nello stabilire gli statuti del suo ordine cavalleresco.


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L’Ordine più nobile

Luigi non aveva nulla giudicato di abbastanza eccellente per Monsignor San Michele. Egli voleva che l’Ordine dell’Arcangelo fosse il più nobile d’Europa, e tale fu durante più di un secolo. Il re sapeva che qualità e quantità non vanno di pari passo. Egli limitò, negli statuti d’origine, a trentasei il numero dei cavalieri. Due articoli primeggiavano tutto il resto : i cavalieri sarebbero cattolici esemplari, il tradimento o la fuga sul campo di battaglia trascinerebbero la radiazione immediata del colpevole, come l’eresia.

Se ne ebbe la dimostrazione alcuni decenni più tardi, quando Francesco I non esitò ad escludere dall’Ordine Enrico VIII d’Inghilterra, divenuto scismatico ed eretico.

Il collare dell’Ordine

Il collare dell’Ordine pesava duecento scudi d’oro, era fatto di conchiglie (emblema del Monte) “ allacciate le une alle altre da un doppio laccio, sedute su catenine o maglie d’oro, in mezzo alle quali, su di una roccia, una immagine di San Michele”. Era fatto divieto ai membri di mai lasciare questa medaglia. Uno di essi, un giorno mancò a questa regola e, preso sul campo di battaglia, nascose lestamente l’insegna che lo segnalava per altissimo signore e rischiava di aumentare la sua razione. Conosciuto questo gesto in cui alla pigrizia si collegava la codardia, l’uomo fu destituito dal suo rango. Ognuno giudicò che era pura giustizia.




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Una vita breve

Pertanto, la gloria dell’Ordine fu breve. Fin da Enrico II, l’Ordine di San Michele perse il suo bagliore. Esso era stato elitario, riservato ai più alti nobili ed ai più bravi, si volse al richiamo mondano. Per soddisfare tutti gli amanti, si cessò di attenersi alla cifra fatidica di trentasei cavalieri ; la qualità ne risentì. Vi si aggiungevano gli attacchi ugonotti che guastavano allo stesso tempo la devozione papale ai Santi Angeli ed i miracoli attribuiti a Michele. Come l’eresia giungeva nei ranghi stessi dell’aristocrazia, il collarefu sempre più disprezzato. Carlo IX tentò vanamente di risollevare l’Ordine moribondo (Egli sarà l’ultimo re di Francia a recarsi in pellegrinaggio al Monte San Michele).

SAINT MICHEAL
Domaine Public
Saint Michel archange.

Le manifestazioni di San Michele

Ed Enrico III, molto devoto, senza osare sopprimere l’Ordine di San Michele, lo raddoppiò del glorioso Santo Spirito (I nuovi cavalieri di Santo Spirito, i cordoni blu, erano automaticamente cavalieri di San Michele), che eclissò presto il suo predecessore… Esso finì per divenire una ricompensa civile onorifica, a titolo delle arti, delle lettere, della medicina. Questa mancanza, di fatto, derivava essenzialmente dalla disaffezione generale della società per gli Angeli. La Contro-Riforma frenò un poco questo crollo, cercando, spesso con successo, di popolarizzare la rassicurante figura angelica. Ma l’aspetto familiare e tenero dell’Angelo custode mal si conciliava con le grandezze dell’Arcangelo guerriero;

Michele non è fatto per le febbri sulpiciane ma per i combattimenti ed i soprassalti eroici. Ogni volta che il mondo volle ricordarsene, il Principe della Milizia celeste manifestò la sua potenza e la sua benevolenza.




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