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Facciamoci raccomandare per finire all’ultimo posto, al servizio di tutti

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Di Discha-AS - Shutterstock
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Ecco la logica “illogica” del Vangelo: il primo è il servo dei servi. Gesù ci educa ad entrare nella dinamica del Regno, dove il Re, il primo in assoluto, dà la propria vita per salvare quelli che ama.

In quel tempo si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».
Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli; ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

Si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».

La preghiera di questa madre suona davvero come una raccomandazione. Ma le preghiere di ogni madre non sono forse sempre raccomandazioni? Credo che ogni madre preghi così. Raccomanda i propri figli al Signore e lo fa così come meglio crede, e delle volte può sbagliare il contenuto, ma l’intenzione rimane buona. È il caso anche della madre dei figli di Zebedeo. È convinta che chiedere i posti migliori per i suoi figli sia una roba buona, ma non ha nessuna idea di cosa stia realmente chiedendo a Cristo. Se avesse saputo che fine stava per fare Gesù non avrebbe certamente chiesto che i propri figli facessero la medesima fine.

«Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».

Che è un po’ come dire: non sapete quello che state chiedendo, anche se farete la medesima fine, ma non ragionate così come ragiona il mondo:

I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti.

La logica di Dio è una logica capovolta rispetto a quella del mondo. Se per il mondo esiste la corsa per i primi posti, nella logica del vangelo deve esistere la corsa all’ultimo posto, cioè a quel posto in cui di più si può dare e non prendere dalla vita dell’altro. Per questo il titolo migliore che si è scelto il successore di Pietro è: “servo dei servi di Dio”.
#dalvangelodioggi

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