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C’è un legame tra i bambini di Bibbiano e questo prete, morto di crepacuore

Don Giorgio Govoni, accusato di essere a capo di una banda di pedofili nella Bassa Modenese: fu assolto da ogni accusa. Ma il suo cuore non ha retto allo stress di una vicenda assurda
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Don Giorgio Govoni accusato per essere a capo di una banda di pedofili uscì pulito da una storiaccia simile a quella dei presunti abusi di Bibbiano. Cosa accadde allora e cosa è accaduto oggi: quante analogie!

Distano poco più di un’ora d’auto Mirandola (Modena) e Bibbiano (Reggio Emilia). Ma la distanza emotiva tra questi due comuni, mai come in questo periodo, è quasi nulla.

A distanza di 19 anni sono finiti entrambi, nel tritacarne mediatico, per motivi analoghi: presunte storie di abusi e maltrattamenti subiti da bambini, ad opera di perfidi genitori, parenti, pedofili; e il trasferimento dei piccoli a famiglie più serene e accoglienti.

PRAWA OFIARY PRZEMOCY
Shutterstock

E poi istituzioni che entrano in gioco, insieme a psicologi, per dimostrare la condotta violenta subita dai bambini, e accelerare le pratiche di affido.

Allora fu lo “scandalo” dei pedofili della Bassa Modenese; oggi è quello degli “Angeli e demoni” (il nome dell’inchiesta) di Bibbiano.  E come allora, anche quello odierna, si sta rivelando una storia che svela uno scenario completamente diverso dalle presunte e inquietanti accuse.

La storia di Don Giorgio

A Mirandola la vicenda ebbe strascichi ancora più drammatici. Era il 19 maggio del 2000 quando don Giorgio Govoni, che allora aveva 59 anni, ebbe un infarto nell’ufficio del suo avvocato e morì, ucciso prima moralmente, poi fisicamente dal vento della calunnia. Si era nel pieno della tempesta giudiziaria del processo sui pedofili della Bassa Modenese, quando don Giorgio venne ingiustamente accusato di essere a capo di un gruppo di satanisti pedofili che avrebbero praticato riti satanici nei cimiteri, stuprando e uccidendo bambini. Molti di essi, almeno 16, furono allontanati per sempre dalle loro famiglie, accusate di collusione con il presunto orco.

I periti diagnosticarono sui bambini gravissime lesioni da violenza sessuale, ma i medici legali del Gip appurarono che tutti i minori erano invece illibati. Lo stesso accadde per gli aspetti psicologi: i piccoli furono messi, dai psicoterapeuti, nelle condizioni di affermare cose che in realtà non era mai accadute, e fatti curare dagli esperti della Onlus torinese “Centro Studi Hansel e Gretel di Torino” (Aleteia, 9 gennaio 2018).

Le false accuse e le sentenze

L’11 luglio 2001 la Corte d’Appello di Bologna dichiara che nella Bassa Modenese non è mai esistito un gruppo di «satanisti pedofili» e che don Giorgio è stato ingiustamente calunniato sulla base di fantasie indotte in bambini molto piccoli da un’assistente sociale che ha letto una certa letteratura su casi americani. Nel 2002 la sentenza di appello è confermata dalla Corte di Cassazione, con soddisfazione delle autorità ecclesiastiche e dei parrocchiani che hanno sempre visto in don Giorgio un eccellente sacerdote travolto da accuse inventate (www.cesnur.org).

Molti dei genitori accusati non hanno più rivisto i loro figli, alcuni si sono suicidati, altri sono espatriati. Quasi tutti i loro figli coinvolti, non sono più tornati con loro. Ad aprile 2019 è partita la revisione del processo.

19 anni dopo

Diciannove anni dopo l’inchiesta della Bassa Modenese, cambiano gli attori, si modifica un pò la storia (questa volta non va di mezzo, ingiustamente, un sacerdote), ma nella sostanza si apre una nuova ferita su decine di bambini e le loro famiglie.

E’ la mattina del 27 giugno 2019 scorso quando i carabinieri di Reggio Emilia, che indagano su presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato la gestione di minori in affido nel comune di Bibbiano, eseguono una serie di misure cautelari nell’ipotesi che ci sia un’organizzazione che, nel manipolare le testimonianze di bambini, sottragga i piccoli a famiglie in difficoltà per assegnarli, dietro pagamento (si sospetta un giro d’affari di migliaia di euro), ad amici o conoscenti ritenuti ufficialmente più idonei.

“Angeli e demoni”

L’indagine, denominata ‘Angeli e Demoni’, prende di mira lo stesso sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (poi sospeso dalle sue funzioni dal prefetto) e poi assistenti sociali, medici e psicologi. Frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso e lesioni gravissime sono i reati formulati a vario titolo dalla procura.

La stessa cooperativa

Ai domiciliari finiscono anche una responsabile del Servizio sociale integrato di una Unione di Comuni, una coordinatrice del medesimo servizio, una assistente sociale e due psicoterapeuti – ancora una volta – della onlus “Hansel e Gretel”, Claudio Foti e la moglie. L’inchiesta era cominciata l’anno prima a seguito di una anomala escalation di denunce alla magistratura da parte dei servizi sociali coinvolti che avevano segnalato casi di abusi sessuali e violenze a danni di minori commessi da parte dei genitori.

Le segnalazioni si rivelano infondate e la svolta arriva quando i carabinieri scoprono come falsi i documenti redatti dagli stessi servizi sociali in complicità con alcuni psicologi, poi trasmessi all’autorità giudiziaria. Per gli investigatori, il ‘modus operandi’ era semplice: si realizzava la diagnosi di una mirata patologia post traumatica a carico dei minori, condizione questa necessaria a garantirne la presa in carico da parte della onlus coinvolta nell’inchiesta.

Una parte dei bambini è tornata dalle loro famiglie su disposizione del Tribunale del Riesame di Bologna (Agi, 23 luglio). Corsi e ricorsi della storia.

 

 

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