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George Clooney sollecitato a prendere la difesa dei cristiani del Pakistan

TIZIANA FABI / AFP
L'acteur et réalisateur américain George Clooney en mai 2018, à Rome.
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La fondazione italiana “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS) ha indirizzato una lettera aperta all’attore George Clooney e al cantante Elton John invitandoli ad assumersi la difesa dei cristiani condannati a morte per blasfemia in Pakistan. Senza riscontri, per il momento.

Hollywood alla riscossa. In una lettera aperta pubblicata l’11 luglio, la redazione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre interpella due celebrità mondiali – l’attore George Clooney e il cantante Elton John – perché si associno alla mobilitazione in favore di sei cristiani perseguitati e condannati a morte in Pakistan per blasfemia contro l’islam. La scelta delle due star non è stata lasciata al caso. Recentemente i due uomini avevano preso parte al movimento mondiale di protesta contro l’entrata in vigore di una forma assai coercitiva di sharia nel Brunei. Quest’ultima prevedeva la pena di morte per le persone colpevoli di adulterio o di relazioni omoerotiche. L’investimento delle due star aveva portato i suoi frutti, poiché il sultano aveva decretato una moratoria per questi due casi specifici.

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Oggi la fondazione pontificia invoca dalle due star una analoga mobilitazione per difendere la libertà religiosa in Pakistan, laddove sei cristiani sono stati recentemente condannati a morte per blasfemia: Sawan Masih, Shafqat Emmanuel, Shagufta Kasur, Qasir Ayub, Amoon Ayub e Nadeem James.

Fate udire la Vostra voce a favore di questi sei cristiani con lo stesso meritorio impegno manifestato nel caso del Brunei!

Così si legge nella lettera della Fondazione. Se alcuni media internazionali si sono fatti eco dell’appello di ACS, né George Clooney né Elton John hanno reagito (per il momento).

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Secondo ACS, 224 cristiani sono stati vittime della legge anti-blasfemia dalla sua adozione nel 1986. Attualmente sarebbero 25 i cristiani residenti in carcere. Se diversi fra loro sono stati condannati a morte, per il momento nessuna esecuzione ha avuto luogo. Non è la prima volta che ACS tenta di mobilitare delle celebrità per sostenere la sua missione di aiutare i cristiani perseguitati nel mondo. L’anno scorso è stato all’attrice americana Sharon Stone – impegnata nel movimento #MeToo – che l’ACS aveva chiesto di non dimenticare le donne vittime di violenze subite in nome della loro fede.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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