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Come Maria di Magdala noi cerchiamo un cadavere, ma ci attende un Dio vivo

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Liderina | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 22/07/19

«Donna, perché piangi? Chi cerchi?»: il sigillo della Resurrezione è qui, anche dentro le nostre lacrime. Lui ci viene incontro per portare significato a ciò che desideriamo.

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro
e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».
Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. (Gv 20,1-2.11-18)

La festa dell’Apostola degli Apostoli, così come l’ha definitiva papa Francesco, ci regala il Vangelo della Resurrezione in cui proprio Maria Maddalena che festeggiamo oggi, è la protagonista assieme a Gesù Risorto. La particolarità di Pasqua sta in un dettaglio che non dobbiamo mai trascurare: è Pasqua ma nessuno lo sa ancora. Le apparizioni del Risorto sono quindi il modo attraverso cui Gesù rende consapevoli i propri discepoli di quello che è già accaduto ma che ancora non si conosce. È un’indicazione anche per la nostra vita: ciò che desideriamo c’è già ma ancora non ne siamo consapevoli. Anche per noi è Pasqua ma abbiamo bisogno di tempo, di gradualità, e di accompagnamento per capire che è davvero così. Con Maria Maddalena Gesù fa un percorso che prende inizio proprio dalle lacrime.

È il dolore atroce di questa donna che la fa aggirare nel giardino del sepolcro alla ricerca di qualcosa che ella reputa prezioso, il corpo morto del suo Signore. Ma non sa ancora che è troppo poco rimanere attaccati al corpo morto, c’è un corpo vivo, risorto che la attende ma che ha bisogno di essere riconosciuto. Infatti incrocia Gesù ma non lo riconosce: “Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo»”. Quante volte capita anche a noi di parlare con Gesù ma non lo sappiamo? Pensiamo che siano solo i nostri pensieri, o solo delle circostanze casuali, ma in realtà è Lui che ci viene incontro e viene a portare significato alle nostre lacrime. “Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!”. Ecco che cos’è l’esperienza della resurrezione: è l’esperienza di sentirsi chiamare per nome proprio in quelle circostanze in cui ci sembrava di aver perso tutto. Se la vita ci cancella, Gesù ci ridà identità.

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