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Conoscete i nomi degli angeli della cabala ebraica?

ANGELS

Tincottage | CC BY 2.0

don Marcello Stanzione - pubblicato il 21/07/19

Un misto di occultismo, magia, e dottrina ha reso famosi i vari Haziel, Metatron, Gebrah

Dedicare anche solo qualche cenno alla cabala risulta alquanto difficile data la complessità dottrinale ad essa intrinseca. Tuttavia, qualche notizia si rende necessaria dal momento che la medesima funge da fonte di ispirazione per l’angelologia nel vasto contesto del paradigma esoterico nel suo complesso, con riferimenti più particolari e specifici caratterizzanti – appunto − i sistemi iniziatici, ma anche diversi altri contesti della nuova religiosità compresi il New Age e il believing without belonging, per quanto attiene soprattutto la tradizione più nota circa i nomi angelici estranei alla rivelazione cristiana.

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Cimabue, Maestà con angeli, 1265-1280© Wikimedia Commons

Il termine cabala (qabbaláh, kabbalah o cabbala) indica − in linea generale − gli insegnamenti esoterici e mistici dell’ebraismo a partire dal dodicesimo secolo circa. Inteso in questo senso, il termine non va confuso con la cabala o le cabale di tradizione occidentale, più recenti, anche se queste sono ad essa direttamente ispirate. La cabala tratta innanzitutto della natura di Dio, delle Sephiroth o emanazioni divine, degli angeli e dell’uomo.

Secondo la cosmologia cabalistica, Dio permea e contiene tutto l’universo e poiché egli è infinito, la mente umana non può contenerlo. Dio diviene operante nell’universo dei dieci Sephiroth, o intelligenze, emanate da esso come i raggi di luce da una lampada (Sephirah − il cui plurale è Sephiroth − significa «numerazione»; da rimarcare che per i cabalisti le dieci Sephiroth non sono per nulla delle persone divine, ma semplicemente delle emanazioni). La prima Sephirah fu il desiderio di essere manifesto e ne conteneva in sé altre nove. La cabala raggruppa le dieci Sephiroth in una figura schematica detta Albero della Vita (Albero di Yetzirah), nella quale esse sono disposte suddivise, dal basso all’alto, nei quattro mondi che la cabala individua.


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Molti nomi angelici utilizzati poi dalle grandi scuole magiche occidentali provengono da due opere cabalistiche di origine trecentesca. La prima di queste è il Libro di Raziel (Liber Raziel o Libro dei segreti di Salomone), un testo ebraico di magia salomonica di ispirazione ermetica, laddove per ermetismo si intende un complesso di dottrine mistico-religiose e filosofiche sorto durante il periodo della cultura ellenistica greca e romana, a cominciare dal secondo secolo d.C., alle quali si affiancano teorie astrologiche di origine ebraica, elementi della filosofia di ispirazione platonica e pitagorica, credenze gnostiche e antiche procedure magiche egizie.

La seconda opera di assoluto interesse è costituita dal Libro dello Splendore (o Zohar), scritto da Moses de Lèon (1250-1305), che fornisce la chiave interpretativa della cabala Shemahmphorash (o Semiphoras), la quale tratta della natura e delle virtù angeliche che fanno capo al nome di Dio, che in ebraico si pronuncia pure «Shem Ayin-Beth».

ANGEL
Shutterstock | Danussa

Nella cabala i dieci arcangeli maggiori sono le principali intelligenze superiori e sono allo stretto servizio dei Nomi Divini della rispettiva Sephirah. Questi dieci arcangeli si chiamano anche «Rettori» perché presiedono alla creazione e al sistema dei mondi nei suoi fattori universali e non umani. Secondo i cabalisti l’arcangelo Metatron Serphanim (Principe del mondo) sarebbe in rapporto a Kether; l’arcangelo Raziel (Corriere di Dio) in rapporto a Hokma; l’arcangelo Tzaphkiele (Contemplazione di Dio) in rapporto a Birah; l’arcangelo Tzadkiel (Giustizia di Dio) in rapporto a Chesed; l’arcangelo Samael (Punizione di Dio) in rapporto a Geburah, l’arcangelo Michael (Chi è simile a Dio) in rapporto a Tiphereth; l’arcangelo Hanniel (Grazia di Dio) in rapporto a Netzach, l’arcangelo Raphael (Medicina di Dio) in rapporto a Hod; l’arcangelo Gabriel (Uomo di Dio) in rapporto a Jesod e, infine, Metatron Messiah (Anima del Messia) in rapporto a Malkuth.

Attraverso i ventidue canali dell’Albero di Yetzirah, le dieci emanazioni dell’assoluto si stabilizzano nei rispettivi luoghi sephirotici e in essi danno vita a dieci ordini angelici, composto ognuno di otto angeli. Gli angeli dei primi nove ordini − da Kether a Jesod di Yetzirah − sono, secondo i cabalisti, Forze e Virtù di Dio stesso. Tali angeli lavorano in stretto contatto con il piano astrale creando in esso gli embrioni e le effigi dei corpi nell’ambito della natura differenziata dei regni e delle specie.


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Il decimo ordine creato dall’emanazione di Malkuth in Yetzirah, nonostante sia parte integrante degli ordini angelici superiori, non è propriamente un ordine angelico come i precedenti, che rappresentano le prime settantadue virtù di Dio. Il decimo ordine è chiamato dai cabalisti Ishim (Anime beate), cioè anime di santi e di eroi che nella vita terrena hanno acquisito virtù divine e che vivono dopo la morte fisica in perpetuo contatto con le intelligenze angeliche superiori.

Come si potrà notare anche da questi cenni – che sottendono, in verità, una complessità dottrinale notevolissima − ancor oggi non si può comprendere appieno il ruolo degli angeli nella magia e nell’occultismo senza avere qualche nozione circa la cabala ebraica poiché essa, dal punto di vista angelologico, è certamente il fondamento di tutto il magismo occidentale.




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