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Ricky Memphis: Gesù è stato il riferimento paterno che mi mancava

attore italiano parla della fede
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L'attore parla della fede e dell'amore per Cristo, sbocciato dopo la morte del padre. Sugli scandali nella Chiesa, dice: al di là degli errori umani, è retta dallo Spirito Santo

«Sono convinto che la fede sia un elemento determinante per tenere la barra dritta. Se pensiamo che non ci sia nulla dopo questa esistenza, beh, allora tanto vale fare come ci pare. Se invece si ha la consapevolezza che c’è una vita eterna, allora si segue una certa direzione e non è nemmeno così difficile farlo». L’attore Ricky Memphis torna a parlare del suo rapporto con la fede, senza “censure”, con il solito linguaggio semplice e diretto.

RICKY MEMPHIS
Omar Bai - NurPhoto
Ricky Memphis (real name Riccardo Fortunati) Italian actor during the tv show Che Tempo Che Fa in Milan, Italy, on March 26, 2017. (Photo by Omar Bai/NurPhoto)

“Non mi considero un convertito”

«Se credo è solo per grazia – dice senza giri di parola al settimanale Credere (19 luglio) – senza la grazia di Dio non c’è nulla, nemmeno la fede. Detto questo, non mi considero un convertito perché ho sempre creduto in Dio. Anzi, fin da bambino nutrivo una vera e propria attrazione per la figura di Gesù. Da giovane però mi sono scagliato contro la Chiesa perché vivevo in un ambiente anticlericale. A dire il vero, però, nemmeno io ero convinto di quello che dicevo! Quando ho iniziato a ragionare con il mio cervello, sono uscito dal gruppo e ho capito che non c’è cristianesimo senza Chiesa».

“E’ retta dallo Spirito Santo”

Per Ricky non si può credere, senza avere una piena fiducia del Papa e delle istituzioni ecclesiastiche. «Non riuscirei a credere senza dei punti di riferimento ecclesiali. Sono profondamente convinto che la Chiesa sia retta dallo Spirito Santo e questa è una gran cosa, al di là degli errori o degli scandali che possono attraversarla. D’altronde, la Chiesa è fatta di esseri umani che sbagliano».

Come è nato l’amore per Gesù

Il suo “amore” nei confronti di Gesù ha radici lontane. «Ero affascinato da quest’uomo della Galilea, dalle sue parole, dai suoi gesti. Provavo per lui un trasporto umano sincero, tant’è vero che quando vedevo un film su Gesù speravo sempre che succedesse qualcosa per cui non venisse crocifisso. Sapevo e so perfettamente che ci ha salvato tutti morendo per noi, eppure non potevo fare a meno di sperare che non accadesse».

Forse, all’inizio, prosegue l’attore, «ho trovato in Gesù il riferimento maschile e paterno che mi mancava: mio padre è morto quando avevo quattro anni. Crescendo ho poi approfondito la materia, cogliendo le varie sfumature. Resto un cristiano che ci capisce poco, comunque!».

“Per anni mi ha seguito un direttore spirituale”

Cammini di fede e pellegrinaggi ai santuari. Anche in questo Ricky, parla in modo chiaro e diretto: «Per anni mi ha seguito un direttore spirituale. Da quando ho cambiato casa, è diventato però più complesso vederlo: oggi il mio punto di riferimento è la mia parrocchia».

La frequentazione dei santuari? «Sono dei luoghi molto belli e importanti, che rispetto, tuttavia non ho mai sentito il bisogno di andarci. La Verità è già stata rivelata con Cristo: non mi servono altri dettagli o risposte. Gesù stesso, come leggiamo nei Vangeli, si arrabbia  quando gli chiedono altri segni. Inoltre – chiosa sorridendo – è anche un po’ rischioso: metti che vado lì e mi dà una risposta che non mi piace?».

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