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La vostra vita ha troppi limiti?

Pixabay
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Liberatevi dagli schemi, l'unico mandato di Dio è l'amore

Ci sono frasi che mi sono rimaste impresse nell’anima fin da bambino. Grazie a loro so fin dove posso arrivare, e so molto bene cosa posso ottenere.

So se posso cantare bene o essere uno bravo sportivo. So se vado bene negli studi o sono limitato. So se potrò arrivare lontano nella vita o se resterò troppo vicino all’inizio del cammino.

Non so perché la gente ha la mania di dirmi sempre ciò che sto facendo bene e quello che faccio male. Nel farlo condiziona il mio futuro, perché mi fa credere che non ce la faccio, o mi spinge ad andare più lontano.

Ricordo la storia dell’elefante del circo che raccontava Jorge Bucay. Era sempre legato a un piccolo palo, ma non fuggiva. La storia era semplice:

“L’elefante del circo non fugge perché è legato a un palo simile fin da quando era molto piccolo. Sono certo che all’inizio l’elefantino ha spinto, ha tirato, ha sudato cercando di slegarsi, ma nonostante tutti i suoi sforzi non ci è riuscito. Il palo era sicuramente troppo forte per lui. Giurerei che sia andato a dormire stremato e che il giorno dopo abbia riprovato, e anche quello successivo e quello dopo ancora… Finché un giorno, un giorno terribile per la sua storia, l’animale ha accettato la sua impotenza e si è rassegnato al suo destino. Quell’elefante enorme e potente che vediamo al circo non fugge perché pensa di non poterlo fare”.

Mi hanno detto fin da piccolo che non sarò capace di arrivare dove desidero e che non riuscirò a raggiungere le mete che mi propongo.

Ci ho provato fin da piccolo e ho fallito. Col passare del tempo ho smesso di provarci. Penso che sia impossibile. Per i miei limiti naturali, per eredità genetica, per la mia storia piena di ferite e di ostacoli.

Vedo che mi sono sempre dovuto rialzare dopo la caduta. Smetto di provarci. So che non ci riuscirò mai. È sano questo modo di pensare?

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