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Buzz Aldrin fece la Comunione sulla luna ma la Nasa non poteva dirlo

BUZZ ALDRIN, MOON, COMMUNION

Wikipedia - Illustra Media | Youtube

Annalisa Teggi - pubblicato il 18/07/19 - aggiornato il 19/07/19

Questo fu ciò che gli spettatori di tutto il mondo ascoltarono:
Houston, qui è il pilota del modulo lunare. Vorrei cogliere questa occasione per chiedere a ogni persona in ascolto, chiunque e dovunque sia, di fermarsi un momento a contemplare gli eventi delle ultime ore e che ciascuno possa ringraziare nel modo che ritiene più opportuno.

Seguì un momento di silenzio e ciò che accadde sul LEM rimase ignoto a tutti sulla terra, l’unico che vide e ascoltò fu Neil Armstrong.




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“Io sono la vite e voi i tralci”

Atterrare sulla Luna non è come arrivare dalla nonna il giorno del Ringraziamento. Non si salta già dal modulo lunare appena i motori sono spenti gridando: “Eccoci, eccoci!”. […] La procedura prevedeva che mangiassimo un pasto, ci riposassimo e poi dormissimo per sette ore. […] I responsabili della missione avevano comunicato ai media che potevano fare una pausa e riprendere fiato perché non sarebbe successo nulla mentre ci riposavamo. Era dura riposare con tutta quell’adrenalina in corpo. Tuttavia, nello sforzo di rimanere calmo e concentrato decisi che era il momento opportuno per la cerimonia che avevo meditato, come gesto di gratitudine e speranza. (da Magnificent Desolation)

Dopo aver contattato Houston e aver pronunciato il discorso generale di ringraziamento, Buzz Aldrin estrasse il kit dalla tuta spaziale e, con l’approvazione di Armstrong, versò il vino nel calice e fece la Comunione. Occorre precisare che per la tradizione presbiteriana la Comunione ha un valore diverso dall’Eucarestia cattolica, i presbiteriani non credono nella transustanziazione:  per loro la presenza di Cristo nel pane e nel vino è solo spirituale.

Tirai fuori anche un piccolo foglietto su cui avevo scritto le parole di Gesù: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”. Versai un po’ di vino nel calice dalla confezione sigillata e aspettai che il vino si depositasse, a causa della gravità lunare che è un sesto di quella terrestre. […] Lessi in silenzio il passo della Bibbia e presi l’ostia e il vino, feci una preghiera personale riguardo al compito che ci era affidato e all’opportunità che mi era stata offerta. Neil guardò con rispetto, senza fare alcun commento in quel momento. (Ibid)

La ricostruzione degli eventi è stata tradotta in una miniserie televisiva, ecco il momento della Comunione:

La neutralità imposta dalle grida di un’atea non impedì la presenza di questo gesto e, per quanto silenziosa alle orecchie del mondo, quella voce ci fu: la voce di un astronauta che si riconosceva “ramo”, cioé non superuomo ma collaboratore dell’opera universale di un Dio senza la cui presenza viva in mezzo agli uomini nulla accade.




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L’intuizione, il ripensamento

Questi fatti sono acclarati anche se non si tende a sventolarli ai quattro venti. Buzz Aldrin ne ha parlato pubblicamente più volte, anche insieme ad altri colleghi astronauti. Nel corso degli anni ha ripensato a quel gesto e nel 2009 Aldrin si è ricreduto sulla scelta di fare la Comunione sulla luna:

Forse, se dovessi farlo di nuovo, non sceglierei di celebrare la comunione. Sebbene fosse un’esperienza profondamente significativa per me, era un sacramento Cristiano, e noi eravamo sulla luna a nome di tutta l’umanità – che fossero i Cristiani, gli Ebrei, i Musulmani, gli animisti, gli agnostici, o gli atei. Ma all’epoca non riuscii a pensare a un modo migliore per riconoscere il valore immenso della missione di Apollo 11 se non rendendo grazie a Dio. (da Magnificent desolation)

Viene da pensare, ma questa è solo una riflessione della sottoscritta, che l’ossessione per la neutralità che ha invaso il pensiero umano nel corso degli ultimi decenni si veda chiaramente nel ripensamento del signor Aldrin. Siamo diventati pian piano schiavi dell’idea che per rispettare le idee altrui non bisogna professare nessuna idea. Chesterton disse che il giorno peggiore di un ateo è quello in cui avrà qualcosa di cui ringraziare e non saprà chi ringraziare.

MOON
NASA

Le grandi manifestazioni della storia, le scoperte colossali della scienza dovrebbero portare l’uomo sulla soglia di una domanda complessiva sull’origine dell’universo e sul bisogno che tra la creatura e il Tutto ci sia una relazione. Citando sommariamente Baudelaire, la massima espressione delle grandi menti è un ardente singhizzo che va a morire ai piedi dell’Eterno.


GALASSIA, SPIRALE, UNVERSO

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L’uomo è una presenza dentro l’universo, infinitesimale ma è una presenza. L’intuizione iniziale di Aldrin, che riporto di seguito, era una testimonianza del vertiginoso compito umano:  l’universo ospita una creatura eccezionale, dotata di coscienza e di speranza, che nel corso della sua storia si è confrontata con l’ipotesi dell’Incarnazione e della Resurrezione:

Resi grazie all’intelligenza e allo spirito che veva guidato due giovani piloti sul Mare della Tranquillità. Era interessante per me pensare: il primo liquido versato sulla luna e il primo cibo mangiato sono stati gli elementi della Comunione. E certo era interessante pensare che alcune delle prime parole sulle luna furono dette da Gesù Cristo, che aveva fatto cielo e terra e che – nel verso immortale di Dante – è “l’amor che move il sole e l’altre stelle”. (Ibid)
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astronauticomunionespazio
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