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Preti sposati anche in Italia: il caso della Chiesa greco-cattolica ucraina

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In Italia è stata ufficialmente inquadrata dal Papa come Esarcato Apostolico. Conta 70mila fedeli

Preti sposati anche in Italia: ma solo se greco-cattolici di rito bizantino. È quanto sarà possibile d’ora in avanti grazie alla decisione presa da Papa Francesco che ha dato forma istituzionale alla presenza della forte comunità di fedeli ucraini greco-cattolici inquadrata ora in un Esarcato apostolico (una sorta di grande diocesi che comprende tutto il territorio italiano).

Ad oggi, secondo il Vaticano, i fedeli ucraini residenti in Italia sono circa 70 mila, suddivisi in 145 comunità assistite da 62 sacerdoti. L’amministratore apostolico è il cardinale Angelo De Donatis, vicario del pontefice per la diocesi di Roma (Lettera43, 16 luglio).

Cosa dice il Catechismo

Le Chiese cattoliche di rito orientale – in cui rientra quella greco-cattolica ucraina – sono in piena comunione con il Papa e vivono la stessa fede della chiesa cattolica, pur conservando autonomia per quanto riguarda disciplina e consuetudine liturgica. Nell’autonomia della disciplina rientra proprio la possibilità di sposarsi e in seguito di diventare sacerdoti. Al punto 1580 del Catechismo della Chiesa Cattolica è infatti scritto:

Nelle Chiese Orientali, da secoli, è in vigore una disciplina diversa: mentre i Vescovi sono scelti unicamente fra coloro che vivono nel celibato, uomini sposati possono essere ordinati diaconi e presbiteri. Tale prassi è da molto tempo considerata come legittima; questi presbiteri esercitano un ministero fruttuoso in seno alle loro comunità (www.documentazione.info, luglio 2018).

Gli altri casi in Italia

Sul fronte dei preti sposati, nel nostro Paese, per la verità, aggiunge Lettera43, esistevano già delle eccezioni, come l’Eparchia di Piana degli Albanesi in Sicilia, per i cattolici di rito orientale.

A Venezia, inoltre, è presente la più grande comunità armeno-cattolica del paese; in più di 30 città italiane vi è almeno una parrocchia di rito greco-cattolico della comunità romena.

In questi riti cattolici è previsto che un fedele sposato possa diventare anche sacerdote, senza però poter diventare vescovo. Non è previsto che chi è già sacerdote possa poi sposarsi.

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