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Cristo porta la spada che ci separa dalla nostra falsa pace e ci apre alla vita vera

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Foto di Sharon McCutcheon di Pexels

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 15/07/19

Le parole del vangelo di oggi sono taglienti e affilate e per questo sono così benefiche. Mettono Dio al posto che Gli spetta e tutti gli altri affetti umani diventano più liberi e veri.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.
Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. (Matteo, 10, 34-11, 1)

Proviamo a commentare quelle che in apparenza non ci sembrano proprio frasi da sentire in bocca a Gesù eppure il vangelo di oggi le colloca esattamente lì.

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra.

E questa non ci sembra proprio una bella notizia, tranne poi accorgerci che lo scombussolamento che Gesù è venuto a portare non riguarda le guerre ma quelle paci mortifere dove pur di non soffrire o sbagliare alla fine si decide di non vivere.

Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me.

Anche in questo caso ci sembra quanto mai contro natura una richiesta simile, tranne poi renderci conto che senza Cristo rischiamo di confondere l’amore con il possesso, e invece di godere dell’amore delle persone che amiamo passiamo la vita solo con la paura di perderle o in balia delle delusioni. Se Lui ha il primo posto aumenta anche la libertà con cui siamo capaci di voler bene a chi amiamo.

Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.

Che cos’è la croce? Non è per forza un dolore, ma è la realtà che abbiamo davanti non solo in ciò che ci piace ma anche in ciò che non ci piace. Gesù dice che dobbiamo imparare a farci carico di tutta la realtà ma di non portarla da soli ma dietro di Lui. Infatti solo Lui sa come si porta quello che la vita ci riserva di bello e di brutto. Bisogna imparare a non credere alla menzogna che possiamo salvarci da soli, ma dobbiamo imparare a fidarci e a rischiare a partire proprio da Lui.


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Chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.

Così oggi il vangelo ci insegna che persino una cosa insignificante come un bicchiere d’acqua può salvarci se ci ricordiamo che soprattutto dietro a chi ha bisogno è nascosto Colui che diciamo di amare e che non facciamo fatica a immaginare in cielo, mentre facciamo una fatica immensa a riconoscerlo nel prossimo.

#dalvangelodioggi

Tags:
vangelo
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