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Come smontare 5 “argomentazioni” atee su Internet

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MR.SUWAT RITTIRON - Shutterstock
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La Chiesa è cresciuta sulle controversie

Fulton J. Sheen, dichiarato di recente beato da Papa Francesco, diceva a ragione che la Chiesa cattolica è cresciuta sulla base delle controversie, della polemica, del saper argomentare contro i suoi detrattori, o anche contro i suoi “difensori” a oltranza.

In uno dei suoi saggi, Sheen ha parlato della “decadenza della controversia” come un modo di affrontare anche la decadenza dei polemisti cristiani. La Chiesa è cresciuta sulle controversie, e lo dimostrano i due grandi esempi di Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino.

John Mark N. Reynolds insegna Filosofia presso l’Università di Rochester (Stati Uniti) e ha scritto un buon numero di libri su filosofia e apologetica, tra cui When Athens Met Jerusalem (Quando Atene ha incontrato Gerusalemme, un’introduzione al pensiero classico e cristiano) o Against All Gods (Contro tutti gli Dèi, cosa è corretto e cosa non lo è nel nuovo ateismo).

Ha appena scritto un articolo pubblicato dal portale elettronico Patheos in cui sfata le cinque argomentazioni o i cinque reclami peggiori (ovviamente contro la religione qualunque essa sia, ma soprattutto quella cristiana) dei fanatici atei o antiteisti su Internet, argomentazioni ampiamente accettate nella sottocultura digitale.

Il Medioevo è stato l’Età Oscura per “la religione”

Gli storici, scrive Reynolds, non considerano il periodo della storia dell’Europa occidentale diffuso come Medioevo un’“Età Oscura”. Non aveva niente di oscuro. Si ignora anche l’Impero Romano d’Oriente, che ha mantenuto una tradizione “universitaria” secolare per quasi tutta la sua storia come area cristiana. In terzo luogo, la nozione per cui le cose andavano male per via della “religione” è così facile che un bravo storico ateo ha una sezione completa del suo sito web dedicata a confutare questa follia.

“Non conosco la logica modale, ma la versione di (Alvin) Plantinga dell’argomentazione ontologica è sbagliata”

“Purtroppo non conosco il russo, e quindi devo leggere Tolstoij tradotto”, dice Reynolds. “Il risultato è che non posso commentare il merito letterario di Guerra e Pace in russo”. L’argomentazione modale del professore di Notre Dame Alvin Plantinga, ad esempio, non può essere valutata se non si hanno a disposizione gli strumenti per leggere un’argomentazione modale, e non si possono avere opinioni rigide al riguardo. “Nessuno può essere esperto di tutto, ma se si scarta l’argomentazione si cita qualcuno che ha la competenza per leggerlo. Non si potrà aggiungere nulla alla discussione, ma si può segnalare agli amici un critico di fiducia”.

“La filosofia è inutile. Abbiamo bisogno solo della scienza”

Essendo una considerazione filosofica, si confuta da sé, ma accettando che vuol dire che l’unica filosofia di cui abbiamo bisogno è quella che basta per mostrare che solo la scienza è la via verso la “vera” conoscenza, il problema si fonda sul fatto che “l’ateo avrà bisogno di un’argomentazione filosofica a favore della sua affermazione filosofica sul limite. Lui o lei dev’essere in grado di farlo. Se non può, allora deve smettere di fare filosofia senza averne la competenza”, sottolinea Reynolds.

“Stalin è stato formato in un seminario, e la sua tirannia era davvero una religione, non un vero ateismo”

Nella Russia pre-rivoluzionaria molte scuole si chiamavano seminari, ma non esistevano solo per formare sacerdoti. Stalin era ateo prima di essere comunista. Ha permesso una “Chiesa statale”, visto che l’ateismo era così controintuitivo che nonostante una grande persecuzione il teismo ha continuato a riapparire.

La fede è credere cose nonostante l’evidenza

“Dei duemila milioni di cristiani (senza contare gli altri teisti), ce n’è sicuramente qualcuno che afferma questo. Gli esistenzialisti (atei o cristiani) potrebbero anche difendere questa epistemologia. Non è però quello che San Basilio, Tommaso d’Aquino o Giovanni Calvino intendevano per fede”, ha affermato Reynolds, che sostiene che la fede cristiana non è contraria (e non deve esserlo) alla ragione.

“La fede è a suo agio con la scienza. La fede esige un’evidenza appropriata. La fede cerca la comprensione. Qualsiasi ateo ammetterà che la ‘fede’ come la usano i cristiani non ha motivo di essere irrazionale”, conclude Reynolds.

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