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La canzone con cui Gesù mi ha tirato fuori dalla mia crisi di preghiera

KOBIETA
Kyle Frederick/Unsplash | CC0
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di Sandra Rey

Farò una confessione che può sembrare un tabù tra i cristiani: ci sono giorni in cui non tollero le preghiere e i canti classici. Sapevo da vari giorni che stavo mettendo da parte la preghiera, e con essa la mia calma, il senso della vita, le risposte, la fonte del mio cammino.

Avevo appena attraversato un processo di conversione forte, e i giorni hanno iniziato a tornare come prima, difficili: il dialogo con Gesù, la mia riconoscenza, la preghiera erano sempre più forzati. Mi faceva male non sentirmi vicino a quel Gesù che durante quella conversione mi aveva dato tutto ciò di cui avevo bisogno per vivere di nuovo. Mi faceva male non provare nulla per Colui che aveva dato la sua vita per me. Qualcosa in me, però, era stanco delle canzoni religiose, delle solite preghiere, delle stesse citazioni bibliche…

Un giorno ho rinunciato a pregare al mattino con le canzoni religiose e ho deciso di ascoltare Morat. All’improvviso è iniziata una canzone che racconta di un ragazzo che cerca di incontrare una ragazza senza riuscirci mai. Non ho potuto fare a meno di ridere – era la storia mia e di Gesù.

Dio ci cerca prima che noi cerchiamo Lui

“Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi” (Giovanni 15, 16). È la prova più grande del fatto che quello che crediamo di fare per Dio ha sempre origine in Lui. A volte la nostra fatica nei confronti della spiritualità-religione ci fa pensare che dobbiamo essere già una sorta di monaci esperti di santità. Dimentichiamo che chi porta sempre la primizia del nostro cammino è Lui, che chi fonda questi sentimenti d’amore è Lui e che è sempre Lui a cercarci per primo. Forse la cosa difficile è lasciarci trovare…

La nostra preghiera cresce insieme a noi e si trasforma

Ma cos’è la preghiera? La preghiera non è la litania, le lodi in lingue antiche, i motti in latino, le canzoni, i giorni di una novena. La preghiera è il nostro dialogo con un amico, un Altro, un Tutto, Dio che con amore anche umano ci vuole sedurre.

Il nostro rapporto con Dio cambia man mano che cresciamo, maturiamo, viviamo ferite e fallimenti, successi e gioie, cambiamenti o routines. Gesù ci ama, ci conosce, sa cosa stiamo vivendo e quindi ciò che ce lo fa sentire più vicino: un caffè in silenzio, la Sua donazione nell’Eucaristia, una canzone d’amore…

Dio come amico/Padre vi porterebbe mai una limonata sapendo che vi fa male la gola? O vi lascerebbe recitare 10 Padre Nostro se sapesse che non riuscite neanche a parlare mentre piangete dentro? Quale preghiera ve lo farebbe sentire vicino?

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