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La vecchiaia è un periodo magnifico: impariamo ad amarla!

portrait senior couple
By wavebreakmedia/Shutterstock
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Se la amiamo in una persona amata, ci sarà molto facile amarla in noi. Questo è un altro dono dell’amore coniugale

Io ho sessantasei anni, non sono una ventenne con quarantacinque anni di troppo. Ho sessantasei anni, e i miei anni mi hanno insegnato la saggezza che, da giovane, non avevo; l’amore per la vita, che da giovane non avevo; sono fiera delle mie rughe. Se questo passaggio non si ha, allora la vecchiaia diventa una cosa intollerabile, sgradevole e si passa il tempo a nasconderla. Ci sono delle cose intelligenti per sembrare più giovani, per esempio camminare un’ora al giorno tutti i giorni, aumenta il mio livello di salute, aumenta anche la neurogenesi; quando camminiamo, si formano cellule celebrali, non i neuroni, ma le cellule dette di glia, cioè le cellule che sostengono e nutrono i neuroni, meglio queste cellule stanno, più campano i neuroni.

Se faccio un’operazione in lifting, in realtà ho aumentato il livello di vecchiaia del mio organismo, perché il mio corpo ha dovuto anche smaltire anestetici, analgesici per lenire il dolore, quindi, in realtà, ho aumentato il livello di vecchiaia del mio organismo; inoltre mi sono detto “sono brutto” che è un’affermazione assolutamente opinabile, mi sono detto che per me vivere non ha avuto nessun senso. E’ stata un’operazione talmente insensata che ne cancello il segno. Perdiamo in vigore, ma aumentiamo in saggezza, e la saggezza è l’oro, il vigore l’argento. La vecchiaia è un periodo magnifico, che è importante imparare ad amare. Se la amiamo in una persona amata, ci sarà molto facile amarla in noi. Questo è un altro dono dell’amore coniugale.

I matrimoni che funzionano, quelli che diventano magnifici, sono quelli dove marito e moglie sono anche i migliori amici; è in questi matrimoni che la sessualità non si perde, neanche in età avanzata, diventa sensualità, non è lo stesso tipo di sessualità che c’era a vent’anni, ma non scompare mai, perché la capacità di amare è quella di godere dell’altro, incluso di godere del corpo dell’altro, realtà presente in tutte le età.

Marito e moglie devono essere amici. Amici non vuol dire cloni, alcune coppie trascorrono insieme la maggioranza del loro tempo è la loro maniera di amarsi, altri ne trascorrono meno, è la loro maniera di amarsi, ma in ogni matrimonio ci deve essere un giardino privato, magari anche piccolo, i libri di quell’autore che l’altro tanto detesta, un tipo di film che l’altro non guarda, una passione non condivisa, che sia politica o sportiva, alcuni amici che vediamo separatamente, perché non li amiamo entrambi.
In alcuni matrimoni, ci può essere addirittura un giardino segreto, un qualcosa che fa parte della mia riservatezza, che voglio tenere per me. E’ giusto che sia così, ma nell’altra parte deve esserci complicità, devono essere amici, mio marito è la prima persona che deve venirmi in mente, nel momento che ho una notizia magnifica, per condividerla.
L’amore è possibile solo tra liberi.

Voi siete nati insieme
e insieme starete per sempre.
Insieme, quando le bianche ali della morte
disperderanno i vostri giorni.
Insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Vi sia spazio nella vostra unità,
e tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l’un con l’altra,
ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia tra le rive delle vostre anime
un moto di mare.
Riempitevi a vicenda le coppe,
ma non bevete da una coppa sola.
Datevi cibo a vicenda,
ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e siate giocondi,
ma ognuno di voi sia solo,
come sole sono le corde del liuto,
sebbene vibrino di una musica uguale.
Datevi il cuore,
ma l’uno non sia rifugio all’altro.
Poiché soltanto la mano della Vita
può contenere i vostri cuori.
Ergetevi insieme, ma non troppo vicini:
poiché il tempio ha colonne distanti,
e la quercia e il cipresso
non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Kahlil Gibran, “Il Profeta”

da Istruzioni per diventare infrangibili. Silvana De Mari 2020

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA SILVANA DE MARI

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