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La denuncia del prete ospite da Mario Giordano: poco seri, mi hanno strumentalizzato

conduttore trasmissione fuori dal coro - rete 4
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La trasmissione Fuori dal Coro di Rete 4 attacca la Chiesa e fa la “trappola” ad un sacerdote (oltre che raccontare fake news)

4 luglio, puntata della trasmissione “Fuori dal Coro” presentata da Mario Giordano su Rete 4. In onda servizi a senso unico per dimostrare che la Chiesa: chiede di accogliere tutti i migranti ma nega il supporto a persone bisognose, citando casi di persone sfrattate da edifici di proprietà ecclesiastica; possiede immobili ampi e lussuosi ma li lascia a chierici e cardinali. Servizi tendenziosi, montati ad arte, spesso senza la possibilità di una replica seria.

“Non mi hanno dato la possibilità di esprimermi”

Don Antonio Romano, parroco Chiusano San Domenico (Av) era in studio mentre andavano in onda questi servizi. Non solo in questi ultimi non c’era un serio un diritto replica. Tale diritto sarebbe venuto meno anche in studio.

«Vorrei esprimere profonda delusione e amarezza per come è stata condotta e gestita la puntata di giovedì 4 luglio a cui sono stato invitato come ospite – scrive in una lettera ad Avvenire (10 luglio)Non mi è stata data alcuna possibilità di replica sui servizi riguardanti immobili (veri o presunti) della Chiesa e del Vaticano, né tantomeno mi hanno concesso la libertà di esprimere il mio pensiero e illustrare le mie iniziative sul tema dell’immigrazione».

“Poca serietà professionale degli autori”

«Ritengo – prosegue il sacerdote – di essere stato strumentalizzato per fini propagandistici, trascurando completamente le finalità di una corretta informazione. Mi trovo costretto a denunciare la poca serietà professionale degli autori della trasmissione e la mancanza di rispetto nei miei confronti, nei confronti dell’Istituzione che da sacerdote rappresento e nei confronti dei telespettatori. Sono sicuro che questa vicenda produrrà un “effetto boomerang” su chi l’ha orchestrata».

Leggi anche: Migranti, Papa Francesco non dice: accoglienza a prescindere. Ecco le sue vere parole

La bufala della Certosa

Tra le bufale fuoriuscite durante “Fuori dal Coro”, Avvenire (5 luglio), evidenzia quella piuttosto clamorosa della Certosa di Firenze:

A giudizio del conduttore, «la cosa più pazzesca che abbiamo trovato»: la casa di 16mila metri quadrati per un prete solo, ovvero la Certosa di Firenze. Il concetto è passato così, al punto che TvBlog, sito specializzato nel seguire i programmi televisivi, ha sintetizzato affermando che “Fuori dal coro” «entra nella casa di un prete che possiede una casa di 16mila metri quadrati, superficie pari a quella di piazza Duomo a Milano». TvBlog può avere ecceduto nella sintesi, ma quella è l’idea passata nella testa dei telespettatori (nemmeno pochi: 1 milione e 262mila).

Eppure è un falso, un’autentica fake news. Quei «se-di-ci-mi-la-me-tri» che Giordano sillaba con la faccia dentro la telecamera sono di proprietà del Demanio, quindi dello Stato, non della Chiesa che li ha avuti in concessione tramite l’Arcidiocesi di Firenze per garantire la continuità della funzione e dell’eredità spirituale e culturale dopo il venir meno della presenza della comunità cistercense. A sua volta la diocesi ha affidato l’animazione alla Comunità di San Leolino, che avendo sede nei pressi di Panzano in Chianti può al momento garantire la presenza fissa di un solo componente, di fatto una sorta di guardiano. Ma non solo: lo stesso Demanio ha mantenuto per sé alcuni spazi come deposito e centro di restauro che permetterà allo Stato un risparmio di 160mila euro di affitti passivi. C’è persino una pinacoteca con opere del Pontormo e di altri grandi artisti. Insomma, chiedere che i migranti siano ospitati alla Certosa è come chiederlo agli Uffizi. In quest’ultimo caso le sale sarebbero anche più ampie delle celle che il servizio con telecamera nascosta vorrebbe far passare per resort.

Clicca qui per vedere la puntata del 4 luglio

Leggi anche: La risposta da dare a chi dice: “La Chiesa è ricca, ha un sacco di soldi”

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