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Martiri del segreto della Confessione: un sacerdote ne tradirebbe un altro?

CONFESSION

Pascal Deloche | GoDong

Larry Peterson - pubblicato il 10/07/19

Due martiri della Guerra Civile Spagnola sono morti per difendere il loro sacerdozio, incluso il sigillo sacramentale

Il sigillo sacramentale è inviolabile; pertanto non è assolutamente lecito al confessore tradire anche solo in parte il penitente con parole o in qualunque altro modo e per qualsiasi causa” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2490).

Il 1° luglio, il Vaticano ha diffuso un documento sull’“assoluta inviolabilità” del sigillo della Confessione, che ordina ai sacerdoti di tenere tutto ciò che riguarda la Confessione sacramentale totalmente segreto, al punto da effondere il proprio sangue prima di rivelare qualsiasi cosa.




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La Guerra Civile Spagnola, che ha avuto luogo dal 1936 al 1939, viene spesso definita la “prova generale” della II Guerra Mondiale. Questo terribile conflitto ha provocato la morte di migliaia di persone. Tra le vittime ci sono stati almeno 7.000 sacerdoti e religiosi caduti per mano del “terrore rosso”. Sfortunatamente, menzionare un numero di vittime così alto mette in ombra il fatto che fossero tutti individui con una loro storia personale.

Ecco la vicenda di due di loro.

Il beato Felipe Císcar Puig era un parroco che ascoltò la Confessione di un altro sacerdote, un francescano di nome Andrés Ivars. Fu padre Ivars a rendere inavvertitamente possibile la storia di eroismo di padre Puig.

Padre Andrés Ivars era nato in Spagna nel 1885. Divenne francescano e fu ordinato sacerdote nel 1909. Considerando la sua mente brillante venne mandato a Roma, dove studiò Storia della Chiesa e Diplomazia. Nel 1914 venne inviato nella Provincia francescana di Valencia, dove iniziò a svolgere ricerche storiche presso l’Università Cardinal Cisneros. Eccellente storico, pubblicò vari libri. Nel 1919 divenne vice-direttore della struttura, nel 1928 direttore.

La Guerra Civile Spagnola era appena iniziata quando, il 20 luglio 1936, la milizia repubblicana arrivò all’istituto Cisneros e gli diede fuoco. Il direttore Ivars non era lì in quel momento, trovandosi alla clinica Villa Luz, di cui era cappellano. Appreso l’accaduto, decise di spostarsi insieme ad alcuni familiari a Benissa, ma nel tragitto venne riconosciuto e arrestato.

Padre Felipe Císcar Puig era un parroco che aveva studiato al seminario di Valencia ed era stato ordinato sacerdote nel 1888. Fu parroco di varie parrocchie, e quando iniziò la Guerra Civile era cappellano delle Suore Agostiniane di Denia.

Padre Puig iniziò a fare del suo meglio per compiere i suoi doveri sacerdotali nel modo più discreto possibile. Assisteva i malati, celebrava la Messa a casa delle persone, battezzava i bambini, ascoltava Confessioni e portava il viatico ai morenti. Un informatore riferì alla milizia repubblicana dei suoi sforzi clandestini. Le autorità volevano disperatamente trovarlo e porre fine al suo ministero. Alla fine lo catturarono mentre usciva dalla casa di un amico e lo portarono in prigione. Era il giorno prima di quello dell’arresto di padre Ivars.

Quando quest’ultimo venne arrestato seppe immediatamente cosa lo aspettava, e chiese di potersi confessare. Il comandante del carcere acconsentì, ma aveva uno scopo nascosto. Era sicuro di poter far rivelare al confessore di padre Ivars ciò che questi gli aveva detto. Padre Ivars venne quindi portato da padre Puig per la sua ultima Confessione.

Alla fine della Confessione, il comandate della prigione cercò di far rivelare a padre Puig quello che padre Ivars gli aveva confessato. Una dichiarazione arcidiocesana di un testimone dell’evento afferma che gli uomini della milizia minacciarono di ucciderlo se non rivelava loro quello che volevano sapere. Il sacerdote replicò: “Fate ciò che volete, ma non rivelerò la Confessione. Piuttosto, sono disposto a morire”.




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I soldati e il comandantge tennero allora un processo-farsa, in cui gli venne ordinato di rivelare i “segreti” di padre Ivars. Padre Puig rifiutò con decisione di riferire alcunché. Gli uomini della milizia e il loro comandante lo condannarono a morte.

Padre Puig e padre Ivars vennero portati insieme in macchina in una zona accanto a un cimitero poco distante, dove vennero fucilati. Padre Puig aveva 71 anni, padre Ivars 51. Vennero martirizzati l’8 settembre 1936, festa della Natività della Vergine Maria.

Sono entrambi morti martiri, e il “crimine” principale di padre Puig è stato il fatto di difendere il sigillo della Confessione.

Padre Puig e padre Ivars sono stati entrambi beatificati come martiri della Guerra Civile spagnola.

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confessioneguerra civile spagnolamartirisacerdotisegreto
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