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La profezia di Padre Domenico di Gesù Maria sull’esercito degli angeli

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Il venerabile, frate Carmelitano, vissuto nel XVI secolo, predisse l’esito della battaglia del Monte Bianco

Domenico di Gesù Maria, frate carmelitano spagnolo nacque nel 1559 a Calatayud nell’Aragona, quarto di undici figli del notaio Michele Urrosolo, nel 1574 entrò nel convento dei carmelitani dell’Antica Osservanza di Calatayud e qui fece la sua professione religiosa l’8 dicembre 1578. Nel 1589 passava ai carmelitani scalzi, ai quali si legò con i voti a Pastrana il 22 novembre 1590.

Padre Domenico svolse incarichi apostolici a Roma, Monaco di Baviera, Vienna, Praga, Nancy, Bruxelles e Parigi; morì nel 1630 nel castello di Vienna in presenza del re e della sua famiglia. Si tratta di un religioso la cui vita fu talmente piena di processi e miracoli sovrannaturali e mistici, che si potrebbe essere inclini a credere, che i relatori abbiano esagerato o avuto poco giudizio, se non ci fossero stati uomini serissimi a farsi garanti delle cose accadute…

Veggente ed itinerante

Di animo profetico, leggeva il futuro e scrutava i cuori, esorcizzava i posseduti, guariva malattie e risuscitava morti. Tutti i paesi che visitava divennero testimoni della sua santità e forza di fede: Innanzitutto la sua patria di origine in Aragona, ed in seguito tutta la Spagna, l’Italia, l’Austria, la Baviera, la Lorena ed il Belgio. Fondò conventi a Roma, Palermo, Genova, Firenze e nei territori dell’imperatore cattolico Ferdinando II. Il 16 febbraio del 1630 Domenico di Gesù Maria morì a Vienna. Nel 1676 fu iniziata la sua causa di beatificazione.

Leggi anche: Sapete che cos’è e come si manifesta la “santità angelica”?

L’angelo custode

Questo frate carmelitano di grande talento ebbe sin dalla sua infanzia un rapporto mistico con gli angeli, soprattutto con il suo angelo custode. Scrive un buon conoscitore delle fonti bibliografiche della vita di questo venerabile carmelitano:

“Suo speciale amico e compagno di preghiera era il suo angelo custode, che gli era apparso diverse volte già nella sua gioventù, lo svegliava di notte per la preghiera e passava poi la maggior parte della notte con lui, in preghiera o parlando affettuosamente di Dio. “Si narra che già da bambino ebbe rapporti con il suo angelo custode come con un compagno di giochi”

Un biografo italiano del venerabile Domenico di Gesù Maria, andò ancora oltre, dicendo:

“La pia madre si rallegrava nel vedere che il cielo avevo messo suo figlio Domenico sotto la sua particolare protezione; fu commossa, di poter osservare, insieme a sua figlia Maria, quante volte gli angeli si inchinavano su questo bambino e lo allietavano con i loro canti celesti”.

L’estasi

Parallelamente alla vita di altri santi, come ad esempio santa Francesca Romana, trova conferma anche ciò che dice P. Domenico a Gesù Maria nella sua autobiografia (cap. 11):

“Un giorno, dopo la celebrazione della Santa Messa, in una lunga estasi in cui egli poté contemplare il mistero della Santissima Trinità, gli fu concesso la grazia dell’assegnazione, oltre al suo angelo custode, anche di un angelo di una gerarchia più alta che lo doveva proteggere nelle sue mansioni difficili. Da ora in poi chiamò questo angelo il suo “precursore”, perché egli camminava sempre davanti a lui – spesso invisibile – facendogli sempre presente tutto ciò che lo circondava e lo proteggeva e difendeva da tutti i pericoli. Insieme al mio angelo custode ed il mio angelo “precursore” abbiamo poi pregato e lodato insieme Dio, nostro Signore”.

Leggi anche: Avete già sentito parlare dei “sommi sacerdoti degli angeli”?

La profezia

Va infine ricordato il ruolo che ebbe P. Domenico a Gesù Maria nella funzione di legato papale durante la vittoria nella battaglia del Monte Bianco, vicino Praga, l’8 novembre 1620: contribuì all’esito vittorioso della battaglia delle truppe cattoliche contro quelle protestanti grazie alla sua “esortazione spirituale, le parole di conforto e l’incoraggiamento dell’esercito, ma soprattutto grazie alla sua benedizione e preghiera”.

Papa Paolo V si congratulò con lui in una lettera indirizzata al principe elettorale Massimiliano di Baviera scrivendo: “Quel giorno fu presente un esercito celeste che aiutò ad ottenere la vittoria”. Con questa frase, il Papa alludeva probabilmente al fatto, che P. Domenico a Gesù Maria aveva previsto la vittoria un giorno prima della battaglia, annunciandola al principe Massimiliano con le parole: “Domani ci sarà la grande battaglia decisiva. Sotto la protezione di Gesù Cristo, i cui sacramenti vengono disprezzati dagli eretici, e con l’appoggio di Maria, le cui grazie vengono sdegnate da essi, e con l’aiuto delle schiere celesti (degli angeli), la chiesa e il regno conseguiranno una meravigliosa vittoria”.

Leggi anche: Estasi, contemplazione, angeli: il misticismo del beato Dalmazio Moner

 

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