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Ha il tumore al seno ma fa la podista. Che grinta, Giuliana!

elderly woman running
By Dragana Gordic/Shutterstock
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Giuliana combatte il cancro non solo sottoponendosi alle terapie ma partecipando ogni anno alla manifestazione podistica “Corri la vita” per sentirsi meno sola e non perdere la speranza.

​”Sento nelle vene vita che si muove, ricomincerò | E sarò pronto a correre per me, per me” canta Marco Mengoni nel brano “Pronto a correre” e mi sono tornati in mente questi versi leggendo la storia di Giuliana, una donna di 57 anni che per guarire, oltre a curarsi e a sottoporsi alle terapie, ha deciso di correre insieme a tanti altri che, come lei, lottano contro il cancro.

Avevo un carcinoma mammario: mi sentii sovrastata dalla paura

Ci si salva insieme, accompagnandosi l’un l’altro nel percorso, è questo che traspare dalle parole di una donna che non perde la speranza, nonostante la sofferenza e la paura. Scoprì di essere malata in piena estate dopo una mammografia di controllo:

Andai a fare la mammografia, mi richiamarono la settimana successiva e mi dissero di tornare per fare alcuni controlli. Pensavo fossero controlli di routine, invece la dottoressa mi disse che avevo un carcinoma mammario. Mi crollò il mondo addosso. (…) Scoprire di avere un carcinoma al seno quel 12 agosto aveva improvvisamente ristretto il mio mondo, anche il mio respiro sembrava non andare oltre la superficie, e mettere a fuoco il contorno del mio vivere pareva impossibile. Vagavo in una sorta di bolla, con un unico rumore di fondo, il ronzio denso della mia paura. (Corriere)

Leggi anche: Ho un cancro al seno: perché proprio a me? Poi guardo la mia bimba e penso “avanti tutta sempre”

Per combattere il tumore al seno, corro e cammino!

Dopo l’operazione decise di partecipare alla manifestazione podistica fiorentina “Corri la vita” che coinvolge ogni anno più di 30mila partecipanti. Una gara organizzata da Bona Frescobaldi per raccogliere fondi per la cura del tumore al seno; l’evento nato nel 2003, è arrivato fino ad oggi a quota 6 milioni di euro. Per Giuliana sarà il settimo anno, e lei non vede l’ora di affrontare la gara non competitiva (zoppica a causa delle terapie riabilitative), che si svolgerà il 29 settembre, con l’entusiasmo che la contraddistingue: perché ciò che conta più di tutto è stare insieme, sentirsi meno soli nel calvario della malattia e ricaricare le pile grazie alla presenza di amici e di sconosciuti, che quel giorno diventano compagni di viaggio preziosi, per continuare a combattere con grinta il tumore.

Per combattere il tumore al seno, corro e cammino. E quando corro mi sento eterna, è come se avessi la consapevolezza che spiritualmente non morirò mai. (…) Quando cammino in mezzo a questa folla di gente, sono avvolta da una carica energetica spaventosa, sento che attorno a me ci sono persone che hanno affrontato la malattia, parenti di malati, o semplicemente persone sensibili al tema del tumore. Sentire che fai parte di questa massa, di questo fiume in piena dove tutti sono vestiti con la maglietta dello stesso colore, è come se la malattia sparisse temporaneamente, tutto questo mi fa sentire meno sola, non sento più di essere isolata come invece talvolta succede a casa. (…) Sono certa che partecipare a questo evento, in qualche modo, mi sta aiutando a guarire. (Ibidem)

E mentre cammino, avvolta dall’affetto della gente, potrei quasi volare!

Sono pensieri forti, ad alcuni lettori potranno sembrare forse un po’ esagerati, ma ognuno ha la sua esperienza e ci vuole coraggio a condividerla. La guarigione a cui si riferisce Giuliana è quella interiore, un percorso che porta – anche grazie alla testimonianza di altri – a una presa di coscienza necessaria per metabolizzare la malattia, rileggerla attraverso il dono della speranza, per ricordare sempre che la vita vale di più!

E mentre cammino, avvolta dall’affetto della gente, potrei quasi volare, sento di star bene e di respirare a pieni polmoni, come raramente succede. (…) Se mi guardo da fuori voglio darmi un consiglio. Devo fidarmi dello sguardo di chi mi segue, sopporta, corre e cammina insieme a me, di questi compagni di viaggio che per decine di volte lo hanno fatto con me e con altre compagne che prima di me hanno sofferto dello stesso trauma. È proprio in questo modo che posso volare. (Corriere)

Leggi anche: Mamma Isabella con un tumore al quarto stadio, in cima all’Aconcagua con sua figlia!

Per Giuliana correre è volare, grazie all’amore di chi condivide con lei la strada verso la guarigione.

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