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Le bestie e l’Agnello

NUMBER 666 DEVIL
By maradon 333 | Shutterstock
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Il cristiano non teme le bestie, non si stupisce né si piega davanti alla loro grandezza

Quando meditiamo sullo splendido Libro dell’Apocalisse, constatiamo, edificati nella convinzione dei cristiani, che c’è un Signore nei Cieli, e quindi ci sono una direzione e un senso per la storia e la vita del mondo; in ultima analisi, ci sono un senso e una direzione per la mia esistenza personale.

Nel capitolo 13 di quest’ultimo libro della Sacra Scrittura c’è un’immagine inquietante e attuale, da interpretare con profondità e lucidità. Giovanni vede una bestia (cfr. 13,1) con dieci corna (simbolo di forza, di potere militare e aggressività), dieci diademi (simbolo della regalità, del potere politico), e sulle teste un nome blasfemo (perché quella bestia vuole assumere il potere e il ruolo di Dio). La bestia aveva potere, trono e grande autorità. Possedeva anche una ferita mortale, che è stata curata. E il mondo, pieno di ammirazione, seguiva la bestia, perché diceva: “Chi è simile alla bestia?” E l’ha adorata dicendo: “Chi può combattere contro di lei?” Questa bestia ha ricevuto il potere di combattere contro i cristiani e di vincerli, e anche l’autorità su tutta l’umanità. E c’era ancora un’altra bestia (cfr. 13,11)…

Il linguaggio, ovviamente, è simbolico e mitico, ma il significato è forte, attuale e di un realismo che turba. Basta vedere le persecuzioni esplicite o velate in relazione ai cristiani; basta constatare il ridicolo a cui la nostra santa fede e i veri e semplici discepoli del Signore sono sottoposti…

Chi sono queste bestie? Sono tutto quello che nel mondo pretende di farsi passare per Dio, ogni istituzione, ideologia, moda o progetto umano che pensi di potersi impadronire del mondo, della Chiesa, delle coscienze, del destino delle persone; ogni ideologia che pretenda di abbracciare la totalità della realtà e dell’esistenza, imponendosi in modo arbitrario. Le bestie sono tutti i tiranni e le tirannie della storia. Può essere il razionalismo, il nazismo, il fascismo, il socialismo, con la sua ansia di ridurre la persona a un ingranaggio di uno Stato divinizzato, arrivando a perseguitare, a uccidere, la violentare le coscienze in nome di una pretesa giustizia sociale, il capitalismo quando è selvaggio e privo di criteri morali, che dà alla luce il mostro di una società consumistica, edonista e senza valori; le bestie possono essere una certa globalizzazione quando viene condotta semplicemente sulla base del consumo e del politicamente corretto; possono essere i mezzi di comunicazione, con la loro tirannia, le loro menzogne, il loro servizio alla disinformazione, plasmando un’opinione mondiale chiusa ai valori religiosi e alla trascendenza.

La beatia è una triste caricatura del vero Dio. Il suo potere, la sua grandezza e la sua forza sono illusori. E inganna! Le persone, stupite, si chiedono: “Chi è come la bestia?” Si tratta di una caricatura del nome biblico Michele, che significa “Chi è come Dio?” Nel capitolo 13 dell’Apocalisse sembra forte e imbattibile: era ferita mortalmente ed è stata curata. Sembrava eterna…

E tuttavia il numero della bestia è un numero d’uomo: 666! L’ironia è stridente! Nella Bibbia, 6 significa che non è pieno, che è passeggero, perché è 7 (perfezione, completezza) meno 1.

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