Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

L’unico cattolico tra i firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza americana

Charles Carroll
Condividi

Un fattore chiave ha permesso a quest’uomo di raggiungere un luogo di preminenza pur essendo membro della Chiesa di Roma

Il 4 luglio si commemora la firma della Dichiarazione d’Indipendenza delle 13 colonie americane dal dominio imperiale britannico. Guardando questo documento, vediamo alla fine una serie di firme. Quella di John Hancock sovrasta le altre, così come alcuni nomi sono più famosi di altri. Se tutti ricordiamo John Adams e Thomas Jefferson, personaggi come Caesar Rodney o Button Gwinnett sono ben meno noti.

Una firma in particolare dovrebbe suscitare l’interesse dei cattolici: quella di Charles Carroll, unico cattolico ad aver sottoscritto la Dichiarazione d’Indipendenza. La sua storia può dirci molto sia sulla fondazione americana che sugli inizi della Chiesa negli Stati Uniti.

Charles Carroll era nato nel 1737 nel Maryland. Se la colonia fu originariamente fondata come approdo per i cattolici, all’epoca di Carroll a questi non era permesso di avere incarichi e addirittura non potevano votare (uno statuto del 1704 del Maryland trasformò in leggi questi divieti per “evitare la crescita del Papato in questa Provincia”).

Se a Carroll era impedito di esercitare i diritti e i doveri civici, ebbe comunque una notevole influenza grazie a un fattore chiave: era l’uomo più ricco delle colonie, con un patrimonio equivalente a quasi mezzo miliardo di dollari attuale. Aveva una tenuta di 10.000 acri e realizzava ingenti investimenti.

La sua tenuta includeva più di mille schiavi, anche se Carroll si opponeva all’istituzione della schiavitù, definendola “un grande male” e sostenendone l’abolizione. Contrariamente a molti suoi contemporanei, si rifiutava di spezzare le famiglie, sosteneva l’educazione dei bambini schiavi e una volta propose un disegno di legge che richiedeva che tutte le donne schiave venissero liberate a 28 anni.

Con l’aumento delle tensioni tra colonie e Corona, Charles Carroll divenne una delle voci di maggior spicco a sostenere l’indipendenza. Intraprese la pratica popolare all’epoca di scrivere sui giornali con uno pseudonimo (come Alexander Hamilton, John Jay James Madison con il nome “Publius” in quelli che possono essere ricordati come Federalist Papers), scrivendo come “First Citizen”. La sua identità venne presto scoperta, e divenne famoso come rappresentante della causa dell’indipendenza.

Carroll servì in vari comitati e convenzioni in Maryland prima di essere scelto come uno dei delegati del Maryland al Congresso Continentale del 1776. Venne anche scelto dal Congresso come parte di un gruppo incaricato di convincere il Québec a unirsi alla causa rivoluzionaria, perché parlando francese ed essendo cattolico sembrava la persona adatta.

Il tentativo fallì, nonostante la presenza di Benjamin Franklin e di un sacerdote cattolico, John Carroll, cugino di Charles, che in seguito diventò il primo vescovo cattolico nella nuova Nazione e primo arcivescovo di Baltimora.

Il 4 luglio 1776 Charles Carroll venne eletto al Congresso Continentale. Come poté firmare lo stesso giorno la Dichiarazione d’Indipendenza? Non avrebbe dovuto essere ancora nel Maryland in quella data famosa? Contrariamente a quando si crede, il 4 luglio non è la data della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, ma quella in cui venne approvata la sua formulazione definitiva.

La copia del documento a noi familiare – scritto con grafia sottile e firmato dai delegati – venne sottoscritta il 2 agosto 1776.

E così, “Charles Carroll of Carrollton”, come si legge, riuscì a inserire il proprio nome in quel famoso manifesto. Fu il firmatario più longevo, visto che sia John Adams che Thomas Jefferson morirono il 4 luglio 1826, 50° anniversario dell’approvazione della Dichiarazione.

Nei decenni successivi, Charles Carroll servì il suo nuovo Paese. Fu membro del Secondo Congresso Continentale, membro del Senato dello Stato del Maryland e primo Senatore degli Stati Uniti per il Maryland, e tutto questo dopo che una volta non era nemmeno in grado di votare!

Carroll morì nel 1832 a 95 anni. È sepolto nella cappella della tenuta di famiglia di Doughoregan Manor, nel Maryland.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.